17 Giugno 2024

Sfruttamento e intimidazioni verso i dipendenti, Carabinieri nella sede del 118

Lavoratori sfruttati e privi di sicurezza nei luoghi di lavoro. I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Siracusa, insieme al Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’ASP provinciale, hanno scoperto una serie di irregolarità nella gestione del personale del 118 gestito dalla società S.E.U.S. S.C.P.A.

La società gestisce il pronto intervento su tutto il territorio regionale.

L’inchiesta, scattata all’inizio del 2020 nel pieno dell’emergenza sanitaria da coronavirus e coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa, ha accertato la responsabilità di due dirigenti oggi indagati.

I militari hanno dato esecuzione a una misura di controllo giudiziario di azienda così come disposto il 16 marzo scorso dal Giudice per le indagini preliminari di Siracusa. Sarà un amministratore, nominato dal giudice, ad affiancare da questo momento i vertici aziendali della Seus per risolvere i problemi emersi e contenuti nel fascicolo d’inchiesta.

Le ipotesi di reato contestate agli indagati sono lo “sfruttamento dei lavoratori e la rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro poiché in concorso tra loro in esecuzione di un medesimo disegno criminoso impiegavano gli autisti soccorritori circa 180 dipendenti solo nella provincia di Siracusa” (fatti avvenuti agosto 2020/dicembre 202l)

I dipendenti, secondo i risultati dell’indagine, sarebbero stati sottoposti a condizioni di sfruttamento approfittando del loro stato di bisogno, intimiditi con la contestazione strumentale di presunti illeciti disciplinari in occasione delle segnalazioni di guasti alle ambulanze, minacciati di trasferimento presso luoghi di lavoro disagevoli, obbligati a prestare servizio su mezzi privi dei presidi minimi essenziali per prevenire disastri o infortuni sul lavoro.

Alla società S.E.U.S. S.C.P.A. viene contestata la “Responsabilità amministrativa degli Enti” in relazione al reato di sfruttamento dei lavoratori e per l’assenza di modelli organizzativi concretamente attuati ed idonei a prevenire reati.

Nel corso delle indagini sono state inoltre notificate ai due indagati 24 prescrizioni e 21 disposizioni con le quali vengono contestate numerose violazioni al Testo Unico sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro fra cui il mancato mantenimento in efficienza degli indumenti ad alta visibilità (D.P.I.), mancato funzionamento del sistema di climatizzazione e degli estintori presenti in alcune ambulanze, presenza di ruggine all’interno del vano sanitario, sistema di ritenzione cinture di sicurezza non funzionante, mancanza sedili vano sanitario, maniglie interne ed esterne dei portelloni di accesso al vano sanitario mancanti e sostituite con cavi d’acciaio, mancanza detersione esterna e interna mezzo.

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