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03/11/2026
12:43
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Sanità e liste d’attesa, dati preoccupanti. La Cgil: «A Siracusa garanzie sotto il 50% per le prestazioni più richieste»

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La sanità siciliana peggiora sul fronte delle liste d’attesa e Siracusa deve fare i conti con numeri sempre più preoccupanti. A lanciare l’allarme è Franco Nardi, segretario generale della Cgil aretusea, sulla base dei dati Agenas relativi al confronto tra i primi nove mesi del 2025 e del 2026.

In Sicilia la quota di visite garantite nei tempi previsti è scesa dall’86,6% al 77,8%, mentre per gli esami diagnostici si è passati dal 75,5% al 72,3%. Ma nel Siracusano, secondo i dati settimanali citati dal sindacato, la situazione è più critica: tra il 19 e il 25 ottobre è stato rispettato il limite di attesa soltanto per il 42,8% delle prestazioni in classe B, il 56,5% in classe D e il 60,9% in classe P.

Alla difficoltà di ottenere un appuntamento si aggiunge, secondo Nardi, il problema della trasparenza. L’Asp pubblica infatti la prima disponibilità individuata nell’intero territorio provinciale, senza rendere immediatamente consultabili i tempi delle singole strutture. Così un paziente potrebbe essere indirizzato in una sede distante anche 50 chilometri dalla propria abitazione.

Il segretario della Cgil segnala inoltre casi limite: 182 giorni per un’esofagogastroduodenoscopia e 333 giorni per una visita di chirurgia vascolare, a fronte di un tempo massimo previsto di 10 giorni.

Il sindacato chiede all’Asp di pubblicare tutte le liste d’attesa, rivedere l’ambito territoriale di garanzia, limitandolo al distretto di residenza, e modificare il Percorso di Tutela. Quest’ultimo dovrebbe essere accessibile anche a chi rifiuta la prima disponibilità quando la struttura più vicina non garantisce i tempi previsti.

«Così il cittadino è costretto a scegliere tra spostarsi, aspettare più a lungo, pagare oppure rinunciare alla prestazione», è la denuncia della Cgil.

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