Le bandiere della Cgil avevano sventolato sino a 20 giorni fa per denunciare a voce forte “stop alle morti bianche”. Oggi l’ennesimo morto sul posto di lavoro. E’ successo domenica nelle campagne di Pachino sotto il sole e nelle ore più calde della giornata. Flai Cgil: “E dentro la serra la temperatura raggiunge i 50 gradi”.
La CGIL di Pachino con la FLAI CGIL provinciale esprimono profondo cordoglio per la morte del lavoratore agricolo, di nazionalità alegerina, avvenuta domenica dentro una serra poco prima delle 13 nei pressi di Pachino. L’Ordinanza Contingibile e urgente del Presidente della Regione Sicilia del 12 giugno scorso contro il caldo estremo, stranamente non vieta nello specifico il lavoro dentro le serre ma parla solo di esposizione diretta e prolungata al sole, dimenticando che all’interno delle serre tra la luce del sole e l’aria ferma dovuta alle coperture si crea un caldo soffocante persino peggiore di quello esterno, dove la temperatura raggiunge ben oltre i 50 gradi.
“Non conosciamo nello specifico le cause né le modalità della morte del lavoratore, ma come sindacato CGIL e FLAI CGIL – si legge nella nota – continuiamo a chiedere di ampliare le tutele nei confronti dei lavoratori delle serre con l’obbligo formale dello stop nella stessa fascia oraria prevista dall’ordinanza regionale. Chiediamo altresì controlli rigorosi e giustizia contro lo sfruttamento nel lavoro con simili ritmi e orari insostenibili. Ancora una volta non smetteremo di sottolineare l’indispensabile necessità di potenziare la presenza di ambulanze per ridurre i tempi di intervento, visto che il nostro territorio è già fortemente penalizzato (per soccorrere il malcapitato lavoratore si è attesa l’ambulanza proveniente addirittura da Sortino: ma ci rendiamo conto??). La CGIL e la FLAI CGIL rimangono vicini ai familiari della vittima e a tutte le lavoratrici e i lavoratori che in questi giorni di afa atroce, sono esposti ad un rischio lavorativo alto per la propria salute”.
(foto di repertorio)




