Il monitoraggio di Ortigia Cittadinanza Resistente tra ieri e questa mattina evidenzia un andamento ormai molto chiaro: la pressione dell’acqua tende a recuperare parzialmente nelle ore di minor consumo, ma torna a ridursi sensibilmente nel corso della giornata
Emergenza idrica in Ortigia. Ore 8,15 di ieri, il primo risultato del sondaggio giornaliero, tre volte al giorno, di Ortigia Resistente, elabora un dato importante: circa il 35% dei partecipanti dichiarava che la pressione non era ancora regolare. In serata la percentuale è salita a circa il 47%, arrivando quindi a coinvolgere quasi un utente su due. Questa mattina, alle ore 8:15, il dato si è attestato intorno al 40%. Il confronto mostra quindi tre elementi: il disservizio rimane esteso e tutt’altro che risolto; durante la mattina si verifica un recupero soltanto parziale; con il trascorrere delle ore e l’aumento dei consumi la situazione tende nuovamente a peggiorare.
Il dato di questa mattina è, inoltre, peggiore di circa cinque punti percentuali rispetto a quello registrato ieri alla stessa fascia oraria. Non siamo pertanto davanti a una progressiva e stabile normalizzazione, ma a un equilibrio fragile, nel quale una parte consistente delle utenze continua a ricevere acqua con pressione insufficiente o a non riceverla affatto. L’aggravamento serale appare inoltre coerente con l’aumento della domanda idrica generata dalle abitazioni, dalle strutture ricettive, dalla ristorazione e dalle altre attività economiche. Se la rete riesce a garantire un servizio appena sufficiente soltanto nelle ore di minore prelievo, significa che il problema non può essere considerato superato: occorre verificare se la portata disponibile verso Ortigia sia realmente adeguata al fabbisogno attuale.
Il Comitato chiede quindi ad Aretusacque di rendere pubblici: i valori di pressione e portata registrati nelle diverse fasce orarie; i dati relativi all’alimentazione della rete tra il serbatoio Teracati, la Borgata e Ortigia; le cause del peggioramento nelle ore di maggiore consumo; gli interventi già effettuati; il cronoprogramma necessario per ottenere un ripristino stabile e non soltanto temporaneo. Il comitato prende atto della convocazione del Consiglio comunale del 4 agosto e dell’audizione del sindaco, titolare della delega al servizio idrico. Convocazione, arrivata dopo le pressioni dei gruppi di opposizione e della cittadinanza, non può però diventare il pretesto per rinviare di un’altra settimana risposte e interventi che servono oggi.
“La maggioranza che sostiene il sindaco si trova davanti a una contraddizione sempre più evidente – riferisce il responsabile del Comitato, Davide Biondini -, i cittadini che essa rappresenta e che l’hanno votata continuano a subire quotidianamente carenza d’acqua, pressione insufficiente e gravi disagi nelle proprie abitazioni e nelle attività economiche; nello stesso tempo, non emerge dalla maggioranza una richiesta pubblica altrettanto netta affinché il sindaco riferisca immediatamente, fornisca i dati e assuma iniziative concrete che servono a sostenere le famiglie, specie quelle fragili. Sostenere un’amministrazione non può significare proteggerla dal confronto o limitarsi ad aspettare la seduta consiliare. Significa, soprattutto, pretendere che chi governa dia risposte concrete ai cittadini, perché il consiglio comunale è espressione diretta dei cittadini che hanno votato i loro referenti e a loro va data risposta, non a logiche politiche diverse”.
Il Comitato continuerà a svolgere rilevazioni quotidiane e, a partire da oggi, trasmetterà ogni pomeriggio ad Aretusacque e all’ATI Siracusa le segnalazioni nominative e autorizzate ricevute dai cittadini al fine di sollecitare il pieno ripristino dell’efficienza dell’impianto idrico. “La crisi non può essere dichiarata conclusa soltanto perché l’acqua ricompare in alcune ore della giornata – dice Biondini -. Un servizio pubblico essenziale è ripristinato solo quando è garantito con continuità, pressione adeguata e qualità regolare a tutte le utenze”.




