La protesta degli autotrasportatori non si arresta come previsto. Anzi continua a far sentire i suoi effetti in Sicilia nonostante la revoca del fermo annunciata ieri sera. Si registrano ancora lunghe file di mezzi pesanti nel catanese, con camion e auto bloccati lungo varie arterie stradali.
Al centro della mobilitazione, com’è noto, il caro carburanti, che continua a pesare sui costi delle imprese di autotrasporto. La protesta e le tensioni che ne stanno conseguendo puntano a richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle difficoltà del settore e sulla necessità di interventi per contenere i costi di gestione.
La mobilitazione si inserisce in una fase di forte tensione nel settore, segnata anche dalla divisione tra le diverse organizzazioni degli autotrasportatori. Dopo l’intesa raggiunta con il ministro Matteo Salvini, il Comitato Trasporto Siciliano aveva infatti revocato il fermo, mantenendo lo stato di agitazione. L’Aias, guidata da Giuseppe Richichi, ha tuttavia annunciato iniziative autonome di protesta che proseguiranno anche nei prossimi giorni. Questo si traduce in una situazione che era e rimane molto difficile, con ripercussioni sulle consegne e sulla reperibilità di vari beni di prima necessità nei supermercati dell’isola ma non solo.




