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30/10/2026
21:01
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Simon, Siracusa si ferma per l’ultimo abbraccio: applausi e rombo di moto per un ragazzo indimenticabile

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Un addio denso di lacrime e di silenzio. Ma non solo. Nella chiesa del Sacro Cuore, gremita di amici, compagni di scuola, scout e sportivi, Siracusa ha salutato Simon Piera celebrando, insieme al dolore, la vitalità e l’energia di un ragazzo che in appena sedici anni aveva già saputo lasciare un segno profondo.

A raccontare il senso di questo ultimo saluto sono state le parole di padre Salvo Musso, che durante l’omelia ha ricordato la capacità di Simon di guardare il mondo da una prospettiva diversa. Un ricordo legato anche a un episodio di qualche anno fa, quando il ragazzo, durante alcuni lavori in chiesa, aveva espresso il desiderio di salire sull’altare e guardare tutto dall’alto.

«Si vedono le cose in maniera diversa», aveva risposto Simon. Dentro e fuori dalla chiesa, questa mattina, si è raccolta una folla numerosa. Accanto ai genitori, Pio e Beatrice, c’erano quanti avevano condiviso con lui la passione per lo sport, le arrampicate e il motocross. Palloncini, striscioni e messaggi hanno accompagnato una giornata in cui ogni gesto ha raccontato l’affetto di un’intera comunità.

Particolarmente toccante la lettera letta da un’amica, un messaggio rivolto a Simon che ha strappato lacrime ai presenti.

Poi l’ultimo viaggio fuori dalla chiesa. Quando la bara bianca è comparsa sul sagrato, ad accoglierla è stato il rombo delle moto. In prima fila quella da motocross blu, tanto amata da Simon. Il suono è stato accompagnato dagli applausi di chi ha voluto rendergli omaggio ancora una volta.

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