Conci Carbone, la vice presidente del Consiglio comunale di Siracusa finita al centro dell’inchiesta Nexus condotta dalla Procura Europea, ha respinto le accuse davanti al Gip e a ha comunicato le sue dimissioni irrevocabili da consigliera del civico consesso.
Le dimissioni di Concetta “Conci” Carbone dall’aula al quarto piano di Palazzo Vermexio, erano state formalizzate volontariamente dell’interessata già il 15 ottobre, il giorno dopo l’arresto e prima del provvedimento di sospensione della Prefettura di Siracusa arrivato il 17. A ricostruire la sequenza è stata l’avvocato Sofia Amoddio, difensore della consigliera coinvolta nell’inchiesta sui presunti appalti truccati.
Alle dimissioni, secondo quanto riportato dalla stessa legale, sono state accompagnate da una nota di ringraziamento per la collaborazione avuta in Consiglio e, soprattutto, dalla sottolineatura della correttezza del proprio operato.
Questa mattina, intanto, l’ex consigliere comunale è stata ascoltata dal Gip Antonella Coniglio. Durante l’interrogatorio di garanzia la Carbone, come riferisce l’avvocato Amoddio, ha reso dichiarazioni spontanee “dettagliate e puntuali”.
La Carbone ha rigettato le accuse dichiarando di non aver mai fatto parte di nessuna associazione e di aver conosciuto Salvatore Strazzulla, il carabiniere rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, nel suo comitato elettorale.
Un rapporto di fiducia poi diventato amicale per la vicinanza mostrata dal militare alla famiglia della Carbone dopo la morte del fratello.
La consigliera avrebbe chiarito di non aver mai firmato atti di gara, determine o mandati di pagamento, sostenendo di essersi occupata esclusivamente della vicenda relativa all’Ostello di Cassibile. Un ruolo di collegamento con il Ministero dell’Interno, ideatore del progetto, per sollecitare il Rup incaricato a consegnare i documenti necessari al pagamento dei lavori effettuati nell’ostello.
Conci Carbone ha in questo modo rigettato qualsiasi accusa di corruzione specificando di non aver mai percepito i 10 mila euro citati nell’Ordinanza di custodia e di aver soltanto sollecitato la chiusura delle pratiche per procedere al pagamento dei lavori alla ditta Boscarino che lamentava il ritardo di un anno della somma dovuta.
Riguardo al passaggio riguardante i lavori realizzati dalla stessa ditta nella sua abitazione, Conci Carbone ha prodotto al Gip copia dei bonifici di pagamento effettuati all’azienda. Poi la precisazione di una delle intercettazioni inserite nell’ordinanza tra lei e Strazzulla.
La Carbone ha dichiarato di essersi lamentata della qualità degli stessi lavori effettuati e di aver detto al carabiniere che i costi, dopo una verifica con il prezzario regionale, sarebbero stati più alti.
Al Gip anche la conferma di non aver mai più avuto rapporti con nessuno degli indagati da novembre dello scorso anno.
Il prossimo passaggio annunciato dalla difesa sarà la richiesta di riesame della misura cautelare, attraverso la quale saranno sottoposte al vaglio del tribunale le contestazioni e le valutazioni poste alla base del provvedimento.





