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12/07/2026
17:27
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Una bomba per un vecchio debito non saldato, due arresti della Polizia ad Avola

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Un vecchio debito per lavori di ristrutturazione mai pagato, dissidi crescenti ormai da qualche anno e un contenzioso civile in corso. Questo lo scenario che, secondo i riscontri raccolti dagli uomini del commissariato di Avola diretto dalla dottoressa Roberta Corsaro, sarebbe alla base dell’attentato esplosivo compiuto il 1 febbraio scorso ai danni di un negozio del centro.

Indagini che si sono concluse questa mattina con l’arresto di due persone, poste ai domiciliari. I reati contestati dalla Procura della Repubblica sono danneggiamento aggravato ed estorsione a mezzo ordigno esplosivo.

Nella notte del primo febbraio scorso, in quasi tutte le zone del centro abitato venne udita una forte esplosione causata da un ordigno posizionato da una persona a bordo di un motociclo dinanzi la saracinesca di un negozio.

La deflagrazione causò il danneggiamento della saracinesca, della porta d’ingresso e di numerosi elettrodomestici posti all’interno dell’attività commerciale.

L’esplosione danneggiò, anche, tre autovetture in sosta e i vetri delle finestre delle abitazioni vicine.

Attraverso una meticolosa attività di polizia giudiziaria, espletata dai poliziotti del Commissariato di Avola, che ha comportato, oltre ad attività tecnica, un’analisi certosina delle telecamere cittadine di videosorveglianza, è stato possibile effettuare una ricostruzione del tragitto percorso dal motociclo e l’individuazione dei sospettati.

Ad entrambi gli arrestati sono stati contestati i reati di detenzione e porto in luogo pubblico di esplosivi con effetti detonanti che, per la deflagrazione generata, hanno rappresentato un rischio potenziale elevato e una micidiale portata offensiva, “che – si legge nella nota diffusa –provocava un’esplosione con rilevante effetto distruttivo, capace di compromettere la sicurezza e l’incolumità pubblica”.

Uno degli arrestati è stato individuato come mandante che ha dato incarico all’autore materiale di posizionare prima e innescare dopo la detonazione dell’ordigno.

È emerso dall’attività di indagine, inoltre, come il primo avrebbe successivamente offerto al secondo della sostanza stupefacente per sdebitarsi del favore ricevuto.

 

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