Una storia che scalda il cuore e che, in queste giornate fredde, ricorda a tutti il valore immenso della solidarietà. È quella vissuta da due floridiani, Cristina Indomenico, insegnante, e Renzo Spada, consigliere comunale, che nella tarda serata di due giorni fa si sono trovati protagonisti di un gesto semplice, ma decisivo: aiutare un uomo senza fissa dimora che dormiva per terra al gelo.
Cristina, rientrando a casa intorno alle 23,30, nota all’angolo fra via Alfieri e via Ariosto a Floridia, la presenza di un uomo coricato sul marciapiede. Una scena che la colpisce profondamente: il freddo pungente, la tosse insistente dell’uomo, la sua evidente fragilità. Non resta a guardare. Poco dopo la mezzanotte contatta alcuni amici, e subito risponde Renzo Spada, che non esita un attimo a raggiungerla.
Insieme si avvicinano al senza tetto, provano a dialogare con lui, a capire la situazione, mentre la temperatura scende e il rischio per la sua salute diventa serio. È Renzo a chiamare i carabinieri, che arrivano tempestivamente: due giovani militari dal cuore grande, come li definisce Cristina nel suo racconto. Parlano con l’uomo, cercano di rassicurarlo e attivano il 118. L’ambulanza arriva e lo accompagna in ospedale, mettendolo finalmente al sicuro.
Cristina racconta sui social l’emozione di quella lunga notte: l’insistenza per convincerlo ad accettare un tè caldo, i continui “grazie” dell’uomo, la consapevolezza dolorosa che tante persone vivono nella solitudine e nella dignità silenziosa di chi non chiede aiuto.
“Aiutare qualcuno in difficoltà è il vero senso della vita”, scrive.
Un episodio reso ancora più significativo da un dettaglio: il 23 novembre Cristina ha festeggiato il suo compleanno, e a distanza di due giorni ha vissuto quello che lei stessa definisce “uno dei regali più belli”: poter donare calore e speranza a chi non ne aveva.
Il suo post ha raccolto numerosi commenti e messaggi di stima, a testimonianza di quanto un gesto di umanità possa toccare la comunità e diventare esempio.
Una notte fatta di sensibilità, collaborazione e presenza. Una storia che ci ricorda che basta poco per cambiare la vita di qualcuno. Anche solo fermarsi, guardare, non voltarsi dall’altra parte.
E forse è proprio in questi gesti che riscopriamo la nostra umanità.




