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18/02/2026
00:35

Solennità del Corpus Domini: l’Arcivescovo di Siracusa Francesco Lomanto richiama alla pace e alla carità

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In un clima di raccoglimento e partecipazione, la comunità diocesana si è ritrovata ieri sera per celebrare la Solennità del Corpus Domini, una delle feste più significative per la fede cristiana, centrata sulla presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. La celebrazione eucaristica, presieduta dall’arcivescovo mons. Francesco Lomanto, si è svolta presso la Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime, seguita dalla solenne processione eucaristica che ha attraversato le vie della città fino al sagrato della chiesa San Tommaso al Pantheon.

Al termine della processione, davanti a una piazza raccolta e silenziosa, mons. Lomanto ha rivolto una toccante riflessione, fortemente segnata dagli avvenimenti drammatici che hanno recentemente colpito il Paese. “In questi giorni gravi fatti di sangue – ancora una volta – hanno seminato paura e incertezza. Non è accettabile ferire o procurare la morte degli altri”, ha affermato con fermezza l’Arcivescovo, esprimendo la vicinanza della Chiesa alle famiglie colpite da lutti e sofferenze. “Gesù ci indica la via del rispetto e dell’accoglienza, della mitezza e della carità, rigettando ogni forma di violenza e offesa verso l’altro”.

Nel cuore della riflessione, l’Arcivescovo ha sottolineato il significato profondo dell’Eucaristia come presenza viva di speranza, pace e carità. “Non siamo distaccati dalle vicende di questo mondo che ogni giorno ci fanno sperimentare contraddizioni, smarrimenti e sconvolgimenti”, ha aggiunto. “La nostra speranza ha i piedi ben piantati in terra, ma lo sguardo fisso nell’eternità di Dio”.

Mons. Lomanto ha fatto eco alle parole di Papa Francesco, che invita le diocesi a promuovere percorsi educativi alla nonviolenza, iniziative di mediazione e progetti di accoglienza: “Ogni comunità diventi una ‘casa della pace’, dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono. La pace non è un’utopia spirituale, ma una via concreta, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione”.

Infine, un richiamo forte alla carità come forza trasformatrice: “La presenza di Gesù nell’Eucaristia ci deve impegnare maggiormente nella carità che è la forza che vince il male e il peccato. Non lasciamoci paralizzare dai colpi di coda del male: la carità di Gesù può scardinare i cuori più induriti”.

Rivolgendosi ai fedeli, l’Arcivescovo ha ricordato le testimonianze dei Santi e Martiri – San Paolo, Santa Lucia, San Sebastiano – e il segno delle lacrime della Madonna a Siracusa, come moniti a vivere una fede coraggiosa e autentica: “Tutte le nostre azioni siano guidate dall’amore di Cristo che si è fatto Pane di vita. Guardiamo a Gesù Eucaristia, professiamo con coraggio la nostra fede e facciamo nostro l’invito di San Paolo: Al di sopra di tutto ci sia la carità! (Col 3,14)”.

Una serata di fede, memoria e impegno, nella quale la Chiesa siracusana ha voluto ribadire il suo no fermo alla violenza e il sì convinto alla speranza cristiana che si fa azione concreta.

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