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08/08/2026
18:02
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Siracusa. “Villa Reimann sta scomparendo”. SOS dell’associazione per salvare anche Giardino e Latomie

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Per molti sarebbe uno “scempio” quello che si sta compiendo ai danni di Villa Reimann, l’eredità donata dalla nobildonna al Comune di Siracusa prima di morire, a patto che fosse rimasto un patrimonio frubile per tutti i cittadini, un contenitore per eventi culturali e luogo di crescita intellettuale, specialmente per i giovani.

Ciò a cui si assiste è un continuo decandimento dell’edificio e del giardino botanico che lo circonda, per non parlare delle Latomie e della Casa del Custode annessa. Arriva puntuale come sempre la nota dell’associazione Christiane Reimann sulla mancata manutenzione da parte dell’assessorsato al Verde Pubblico e di assenza totale di decoro e tutela del bene patrimoniale. Nella diffida vengono citati il sindaco Francesco Italia, il sovrintendente Antonino Lutri e persino l’Ambasciata di Danimarca in Italia.

Marcello Lo Iacono, che è il presidente dell’associazione Reimann, fa la conta dei danni: “Nessun intervento ad oggi si segnala per la tutela del roseto storico lungo il viale d’ingresso della Villa, roseto ormai praticamente considerato perduto. Anche le piante di agrumi segnate dal tempo e dalla mancanza di cure, starebbero progressivamente diminuendo, le specie esotiche originariamente presenti nel giardino riamarrebbero ormai soltanto pochi esemplari. Insomma, un parco in forte sofferenza con erba secca oltre un metro in vaste porzioni del giardino botanico, che costituiscono oltretutto un serio rischio incendio”.

 

Ma la situazione si aggrava quando si scopre che non si dà nemmeno l’acqua alle piante. O qualche che resta di esse. “La mancata irrigazione e manutenzione durante mesi caratterizzati da temperature elevate fa assumere al parco un aspetto ancora più spettrale, alcune zone sono addirittura inacessibili a causa dell’erba altissima. Per non parlare dell’area archeologica interna alla villa con le 25 tombe nuovamente inacessibili per la presenza di vegetazione selvaggia. In avanzato stato di degrado anche le rare architetture ottocentesche “agricole”, come le saie e le erme in pietra (le sculture pilastro”.

Insomma, un panorama davvero sconsolante anche per alcuni parenti della Reimann venuti in visita qualche giorno fa alla Villa e che avrebbero manifestato il proprio disappunto al vice sindaco Edy Bandiera. Ma c’è un nodo politico che non si scioglie alla base della vicenda inverosimile: sarebbero due i progetti vincitori nell’ambito della Democrazia Partecipata negli anni 2023 e 2024 per i quali sarebbero stati previsti circa 30 mila di euro da investire ma che, secondo l’associazione Reimann, attendono ancora di essere utilizzati all’interno della villa. Il vulnus colpisce direttamente un’associazione che dal 2014 si è occupata di far rivivere quel luogo e dare senso al testamento di Christiane attraverso eventi culturali, visite guidate nella villa e nel giardino, anche per scolaresche, costruito quel ponte sentimentale con i parenti della nobildonna danese e aver indetto il primo convegno e premio riservato alle infermiere professioniste (professione della Reimann). E’ tempo di correre prima che il degrado diventi irreversibile e che tutto il patrimonio scompaia per sempre dalla memoria dei siracusani.

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