Siracusa torna a essere porto di solidarietà e di impegno civile. Questa sera, dal capoluogo aretuseo, insieme a Catania, salperanno le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, per una missione internazionale che punta a portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza e a denunciare il blocco imposto da Israele.
Dopo il rimpatrio degli attivisti coinvolti nelle prime due spedizioni, la flottiglia, dunque, ci riprova. A Siracusa fervono i preparativi per la partenza, che avrà non solo un valore pratico – l’invio di beni di prima necessità – ma anche un forte significato politico e simbolico: rompere, almeno idealmente, l’isolamento di una popolazione stremata da anni di assedio.
Tra i sostenitori dell’iniziativa anche il sindaco Francesco Italia, che rappresenterà una città da sempre crocevia di culture e approdo di rotte mediterranee. “Siracusa è una città di mare e di accoglienza – ha sottolineato il sindaco – non possiamo restare indifferenti di fronte a una tragedia umanitaria che riguarda migliaia di persone. Aprire i nostri porti a chi porta aiuti è un gesto di civiltà e di pace”.
Il passaggio dalla città aretusea conferma dunque il legame tra il Mediterraneo e le sfide globali: un luogo che diventa punto di partenza per un messaggio universale di solidarietà e di speranza.





