Siracusa accende i motori per una delle sfide più ambiziose del suo futuro: la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033. Un percorso che parte da lontano, ma che ha ufficialmente preso forma con l’incontro tenutosi al Siracusa Institute, nel cuore della Giudecca, dove istituzioni, operatori culturali e rappresentanti del territorio si sono riuniti per delineare visione e strategie.
Non si tratta semplicemente di concorrere per un titolo, ma di costruire un progetto culturale strutturato, condiviso e capace di lasciare un’eredità concreta. A sottolinearlo è stato Giovanni Cafeo, presidente della Fondazione Siracusa 2033, che ha indicato un primo traguardo chiaro: entrare nella short list delle cinque città finaliste entro il 2028. Un obiettivo intermedio, ma fondamentale, che segna l’inizio di un lavoro lungo e articolato.
La parola chiave è “territorio”. Fin dalle prime battute, infatti, la candidatura è stata pensata come un progetto inclusivo, aperto non solo al Comune di Siracusa ma all’intera provincia, coinvolgendo istituzioni, enti, associazioni di categoria, autorità portuali, parchi archeologici e tutti gli attori che vivono e rappresentano questa realtà. Un modello partecipativo che punta a rendere il dossier finale il frutto di una vera costruzione collettiva.
Accanto al radicamento locale, emerge con forza anche la dimensione internazionale. L’idea è quella di contaminare il patrimonio culturale siracusano con contributi esterni, aprendo il dialogo soprattutto verso il Mediterraneo. Tre le linee guida che orienteranno il progetto: diritti umani, centralità della persona e un forte investimento nell’educazione e nella formazione culturale.
In questo contesto, il coinvolgimento di figure di rilievo rappresenta un ulteriore segnale di apertura. La nomina di Laura Milani come prima ambasciatrice culturale della candidatura va proprio in questa direzione. Un legame nato anni fa, durante una mostra a Siracusa, e cresciuto fino a trasformarsi in un impegno concreto. “Ci si innamora di questa città”, ha raccontato, sottolineando come Siracusa possieda già un sistema culturale virtuoso, pronto a essere valorizzato e ampliato.
A fare da cornice a tutto questo, la visione dell’amministrazione comunale, espressa dal sindaco Francesco Italia, che ha posto l’accento sul valore del percorso più che sul risultato finale. La candidatura diventa così uno strumento per immaginare e costruire la Siracusa del 2033: una città con nuove infrastrutture sportive, scuole moderne, un grande archeoparco urbano e una capacità sempre più forte di coniugare innovazione e identità.
Siracusa, forte della sua storia millenaria e della sua posizione strategica nel Mediterraneo, punta quindi a ritagliarsi un ruolo di primo piano nello scenario culturale europeo. Una sfida complessa, certo, ma che già oggi sta generando valore: creando connessioni, stimolando progettualità e rafforzando il senso di appartenenza a una comunità che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.











