Dopo gli interventi di manutenzione ordinaria, riapre al pubblico, a Siracusa, la catacomba di San Giovanni, uno dei complessi archeologici cristiani più importanti d’Europa. Il sito, risalente al IV secolo, fa parte di un vasto sistema che comprende anche le catacombe di Santa Lucia e di Vigna Cassia, secondo per estensione solo a quello di Roma.
Un labirinto sotterraneo fatto di antiche cisterne, pozzi profondi, rotonde monumentali e camere sepolcrali si snoda sotto la città, raccontando la storia dei primi cristiani in Sicilia, in un luogo dove fede, arte e memoria si intrecciano da oltre sedici secoli.
“A Siracusa i cristiani fondarono una delle più grandi comunità del mondo occidentale, annunciando il Vangelo non solo con le parole, ma anche attraverso le immagini”, spiega monsignor Giuseppe Benintende, Custode delle Catacombe di Siracusa. “Custodire un patrimonio di questo valore è complesso – aggiunge – e insieme alla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra stiamo lavorando a nuovi progetti per renderlo sempre più accessibile e fruibile”.
Le catacombe rappresentano spazi di rinascita e testimonianza, in grado di raccontare una storia lunga duemila anni. La galleria principale della Catacomba di San Giovanni è un corridoio lungo quasi cento metri, con pareti costellate di loculi e arcosoli. Un solco inciso sotto la volta in pietra indica il tracciato di un antico acquedotto greco, a ricordare le origini ancora più remote del complesso.
Proseguendo all’interno emergono segni incisi, simboli e pitture realizzate con colori rossi, gialli e bruni. L’area più vasta ospita un reticolo di circa diecimila sepolture, tra cui grandi tombe ad arco e ambienti trasformati in vere e proprie cappelle monumentali: la Rotonda di Marina, quella di Adelfia, il Cubicolo di papa Eusebio e la Rotonda delle Vergini consacrate.
Sul sarcofago di Adelfia sono raffigurati oltre sessanta personaggi biblici, mentre papa Eusebio riposa in un suggestivo sepolcro a tre livelli, a pochi passi dalla tomba della giovane Euskia, una delle prime testimoni del culto di Santa Lucia. La grandiosità di questi ambienti è seconda soltanto alle grandi catacombe romane.
L’ispettore della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra è la dottoressa Tiziana Ricciardi mentre le visite sono curate dagli operatori della Kairos. La Catacomba di San Giovanni sarà visitabile da oggi, 10 febbraio, fino al 22 febbraio: dalle 9.30 alle 12.30 (lunedì chiuso); dal 23 al 28 febbraio dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 (lunedì chiuso); stessi orari anche per il mese di marzo.





