Pur pagando l’inesperienza e le difficoltà di una preparazione travagliata, oltre che un’evidente carenza di giocatori, ieri sera. a Salerno, gli azzurri di mister Turati hanno disputato un’ottima partita uscendo dall’Arechi a testa alta e con un certo rammarico per l’imprecisione che ha impedito di portar via dalla Campania almeno un punticino.
A fine gara, comunque, Turati si è detto orgoglioso della prova offerta dai suoi: “Abbiamo fatto una gara onorevole, gettando il cuore oltre l’ostacolo. Solo così si può creare la mentalità giusta. Potevamo anche pareggiare: resta il rimpianto per le 3-4 occasioni non sfruttate, come il rigore in movimento di Limonelli nel primo tempo o la chance capitata a Di Paolo. Ma lui è un 2006, la sua crescita passa anche dagli errori. Mi ha riempito di gioia vedere ragazzi così giovani giocare con questa personalità”.
Il tecnico non nasconde, però, le difficoltà incontrate nell’ultimo mese:
«Il ritiro lo abbiamo fatto senza portiere e con appena cinque o sei elementi. È complicato inculcare idee e mentalità in queste condizioni. Oggi siamo scesi in campo con dieci calciatori di movimento e alcuni ragazzi del 2008, ancora non pronti per la categoria. Nonostante tutto, hanno risposto con grande dedizione e coraggio».
Un passaggio, infine, anche sul VAR di serie C, il FVS, che ha dato luogo all’assegnazione del rigore rivelatosi poi decisivo ai fini del risultato: “Sono favorevole alla tecnologia, ma in questa categoria si perde troppo tempo. In Serie A e in B il check è rapido, qui invece va a scapito dello spettacolo”.





