Una cerimonia densa di significato si è svolta ieri alla Questura di Siracusa per l’intitolazione della sala riunioni a Biagio Sicuso, militare ucciso dai partigiani jugoslavi al termine della Seconda guerra mondiale.
La sala, oggi a lui dedicata, non vuole essere soltanto uno spazio funzionale, ma anche un simbolo: un luogo dove la sua storia possa essere conosciuta e tramandata, soprattutto ai più giovani che vi entreranno.
“È un dovere morale ricordare chi ha servito con onore e ha pagato con la vita – ha dichiarato il Questore Roberto Pellicone –. Speriamo che questa sala diventi ogni giorno un’occasione per insegnare il valore della memoria e della gratitudine verso chi ha sacrificato tutto”.
Tra i presenti, anche Sebastiano Sicuso, nipote di Biagio, visibilmente commosso nel rievocare una storia familiare che per decenni è rimasta sospesa: “In famiglia lo abbiamo aspettato per anni. Si sperava sempre che potesse tornare da un momento all’altro. Poi, nel 1956, arrivò la comunicazione ufficiale della Croce Rossa che lo dichiarava disperso, ma per molto tempo non abbiamo saputo più nulla”.
Con l’intitolazione della sala, la Questura di Siracusa rende omaggio a una figura tragica e silenziosa della storia nazionale, nella speranza che la memoria, anche attraverso gesti come questo, possa restare viva.




