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22/04/2026
23:21

Siracusa, “condominio fantasma” per accedere al superbonus: sequestrati oltre 10 milioni di euro

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Un sistema fraudolento per ottenere indebitamente i benefici fiscali del Superbonus 110% è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Siracusa, che ha eseguito un sequestro preventivo di beni e crediti d’imposta per un valore complessivo superiore a 10 milioni di euro. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica aretusea, ha portato alla denuncia di 11 persone, tra cui rappresentanti di società e professionisti del settore edilizio, accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato e indebita percezione di erogazioni pubbliche.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il fulcro della presunta frode ruotava attorno a un “condominio fantasma”, costituito ad arte per accedere alle agevolazioni fiscali previste per l’efficientamento energetico e la riqualificazione sismica. L’immobile in questione – un ex albergo di circa 5.000 metri quadrati – era stato acquistato da una società di costruzioni per poco più di un milione di euro e successivamente frazionato in 101 unità immobiliari tra appartamenti, box auto e cantine.

A seguito del frazionamento, gli indagati avrebbero simulato la vendita delle singole unità a soggetti compiacenti, spesso familiari o persone legate agli stessi amministratori, per poi costituire formalmente un condominio e richiedere lavori di ristrutturazione mai realmente eseguiti. Attraverso il consorzio incaricato dei lavori, sarebbero state così avanzate richieste di crediti d’imposta per oltre 15 milioni di euro, poi ceduti e monetizzati tramite altri soggetti economici.

Le indagini hanno consentito di accertare che l’intera operazione immobiliare era stata concepita solo per ottenere illecitamente i bonus fiscali, senza alcuna reale riqualificazione o trasferimento di proprietà.

Il provvedimento di sequestro, disposto dal Gip su richiesta della Procura, riguarda sia i crediti fiscali già maturati sia le somme di denaro e i beni riconducibili agli indagati.

L’inchiesta rappresenta uno dei casi più rilevanti in Sicilia relativi a frodi legate al Superbonus e conferma l’attenzione della Guardia di Finanza nel contrastare l’uso distorto delle misure di sostegno economico. L’obiettivo, sottolineano gli investigatori, è tutelare le risorse pubbliche e la credibilità degli strumenti di incentivazione destinati a favorire la ripresa del settore edilizio e la transizione energetica.

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