Si è tenuta nei locali del Museo Paolo Orsi di Siracusa una conversazione tra i due più noti filosofi italiani contemporanei: Massimo Cacciari, teorico del “pensiero negativo” e Roberto Esposito, noto per aver rifondato il concetto di biopolitica e per le sue analisi sulla crisi della democrazia globale. Il dialogo è stato moderato da Roberto Fai del Collegio Siciliano di Filosofia e aveva il fine di presentare il libro scritto a quattro mani dai due filosofi Kaos. Dialogo filosofico sull’anatomia di un mondo in transizione.
Il libro descrive una transizione globale in cui nessuno ha più in mano il timone. Da un lato, il capitalismo e la tecnica spingono verso l’omologazione totale del pianeta; dall’altro, gli Stati arroccano i propri confini, cercando di governare processi che ne travalicano i confini. Il risultato è, appunto, il caos: un abisso aperto dove le grandi potenze e i mercati finanziari inseguono l’efficacia immediata, sacrificando ogni visione del futuro.
Data la statura intellettuale e la fama dei due relatori ha sorpreso la scelta degli organizzatori di “confinare” l’evento in una sala convegni non adeguata. Si è creato infatti un assembramento all’ingresso del padiglione museale, con una cinquantina di persone che premevano per entrare nonostante i posti a sedere fossero tutti occupati e il personale di museo, per motivi di sicurezza insistesse nel cercare di trattenerle fuori. Alla fine in trenta circa sono riusciti ad entrare nella sala già gremita.
Una volta di più emerge l’inadeguatezza siracusana a gestire le (poche) occasioni culturali per mancanza di spazi adeguati, dato paradossale per una città che fa delle sue radici storiche e culturali un vanto.
Al termine del dibattito Massimo Cacciari ha tenuto una lezione sull’Alcesti di Euripide, attualmente in cartellone al Teatro Greco.
Articolo di Sebastiano Tanasi




