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09/05/2026
21:30
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Siracusa, a rischio la mensa scolastica del Vittorini: l’allarme del vice dirigente Vero

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Potrebbe incredibilmente saltare la realizzazione della nuova mensa scolastica dell’Istituto Comprensivo Vittorini di Siracusa. A lanciare l’allarme, tramite i suoi canali social, è il vice dirigente Marco Vero, che denuncia lo “stop” ai lavori da oltre una settimana, proprio mentre incombe la scadenza per accedere ai finanziamenti.

A bloccare tutto, secondo Vero, non sono dei problemi tecnici né la mancanza di fondi, ma l’ipotesi di uno stop da parte della Soprintendenza dopo un saggio archeologico che “ha rilevato solo un taglio nella roccia, forse legato ad attività di cava, senza alcun reperto o vincolo”.

“Incomprensibile, – scrive Vero su Facebook – se si pensa che poco distante è stato autorizzato un supermercato su resti ben più significativi”. Il dirigente chiede dunque un intervento molto rapido, invocando equilibrio tra tutela del patrimonio e diritto allo studio: “Non si può sacrificare un’opera così importante per la scuola pubblica a causa di una burocrazia cieca”.

La realizzazione della mensa scolastica, un’opera indispensabile per garantire ai bambini il pieno diritto allo studio e al tempo pieno, secondo Vero, rimane ancora oggi un privilegio per pochi in questo territorio.

Ma, nel caso specifico, solo il rispetto dei tempi, strettissimi, consentirà l’accesso al finanziamento. Ed il rischio è concreto: perdere i finanziamenti europei, e, con essi, la possibilità per centinaia di alunni di poter consumare un pasto caldo in un luogo che abbia requisiti e dignità di scuola a tempo pieno.


“Non è difficile cedere alla tentazione di pensare:”due pesi e due misure – sottolinea ancora il vice dirigente del Vittorini, – e non si può accettare tutto questo in silenzio. Nessun clamore, nessuna protesta, solo l’accorata richiesta alla Soprintendenza di procedere e valutare con equilibrio e buon senso. Le istituzioni hanno il dovere assoluto di conciliare tutela e progresso, non di alimentare una inopinata burocrazia che penalizza la scuola pubblica e con essa un’opera attesa e di grande rilevanza sociale, mentre, di fatto, mostra “elasticità” davanti agli interessi commerciali”.

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