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11/03/2026
20:52

Sinistra pachinese: “Difendere il pomodoro di Pachino IGP da allarmismi e speculazioni”

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“Serve responsabilità e chiarezza, no agli allarmismi”. È il messaggio che arriva da Sinistra pachinese dopo le notizie diffuse nei giorni scorsi sui focolai di salmonella che, secondo alcune ricostruzioni, avrebbero come possibile fonte di contagio i “piccoli pomodori”, tra cui anche il celebre pomodoro di Pachino IGP.

Tra i primi a intervenire sulla vicenda, l’attivista civico Emiliano Ricupero, che invita a mantenere i nervi saldi e a difendere il comparto agricolo locale:

“I recenti casi di salmonella in Europa rischiano di generare allarmismi ingiustificati e di colpire duramente un settore che già vive mille difficoltà. Ci auguriamo che venga fatta presto piena chiarezza, e che la filiera dell’IGP non subisca danni reputazionali o economici per fatti non ancora provati”.

La posizione di Sinistra pachinese è netta: massima attenzione alla sicurezza alimentare, ma anche tutela della comunità produttiva di Pachino e del suo territorio. “Le autorità devono indagare con rigore, ma senza cedere alla tentazione di puntare il dito contro un intero distretto agricolo – spiegano i rappresentanti del gruppo– perché ogni parola sbagliata può pesare come una condanna per centinaia di famiglie che vivono di agricoltura”.

Il comparto agricolo del Sud-Est siciliano, del resto, in particolare quello pachinese, soffre da anni la concorrenza dei mercati esteri, i costi crescenti di produzione e i ritardi infrastrutturali.

“Basta poco – sottolinea Ricupero – per mandare in crisi un intero sistema economico. Per questo, di fronte a vicende come quella dei presunti focolai di salmonella, è fondamentale comunicare con equilibrio e rispetto, senza creare panico tra consumatori e produttori”.

A tale scopo si reputa opportuno lavorare su due fronti: più controlli e più sostegno. Da un lato, intensificare il monitoraggio sulla qualità delle acque, dei terreni e dei prodotti, garantendo tracciabilità e sicurezza alimentare; dall’altro, investire in infrastrutture idriche e in tecnologie per la prevenzione delle contaminazioni ambientali.

“Le aziende del territorio rispettano le norme e lavorano con serietà – continua Ricupero – ma hanno bisogno di strumenti, non di sospetti. È lo stato che deve garantire condizioni sicure per tutti, anche attraverso un piano straordinario di controlli e manutenzione della rete idrica agricola”.

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