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05/03/2026
15:54

Randazzo, la camera segreta sotto la chiesa di Santa Maria e il tesoro incantato

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Randazzo. Chiesa di Santa Maria. Qui si nasconde una delle truvature più suggestive di tutta la Sicilia. Lo racconta Angela Militi in un interessante testo accademico che mira a sottolineare in modo particolareggiato le simbologie nascoste.

“La leggenda narra che, in una camera segreta, sotto la chiesa di Santa Maria, vi sia celato un inestimabile tesoro incantato, costituito da innumerevoli oggetti preziosi; farebbero parte di esso anche una chioccia con i suoi pulcini, tutti d’oro e tempestati di pietre preziose (secondo una variante la chioccia e i pulcini stavano a custodia del tesoro; mentre un’altra variante quantifica i pulcini in sette)”. La possibilità di raggiungere la camera del tesoro è commisurata al coraggio e alla fortuna del cercatore. Pensate che bisogna attraversare una lunga galleria scavata nella roccia vulcanica che inizia nelle balze dell’Alcantara, sotto il monastero di San Giorgio, disincantando sette porte o cancelli di ferro. Questi passaggi, protetti da altrettanti terribili mostri, si rendono percorribili solo nel momento dell’elevazione dell’ostia consacrata durante la messa della notte di Natale, e soprattutto all’insaputa dell’officiante. In caso di insuccesso però, il cercatore rimarrebbe per sempre prigioniero del sotterraneo.

Così, in un antico racconto, si dice che un uomo, giunto nella camera del tesoro, rimanesse affascinato dalle sue ricchezze e quindi, preda della meraviglia, fosse trasformato in statua. A quanto pare il tesoro è ancora lì ad attendere, proprio perché il proprietario del terreno in cui si trova l’apertura della grotta d’accesso, infastidito dal via vai di temerari in cerca della truvatura, decise di chiuderne l’ingresso e da allora nessuno può più entrarvi. Nonostante le dicerie e i vari cunti, la studiosa randazzese è riuscita a scavare nel simbolismo di questo tesoro e a comprenderne qualche arcano particolare.

Ad esempio la notte di Natale, data in cui è possibile smagare la truvatura, cade durante il solstizio d’inverno, nel momento in cui il Sole è in ripresa verso una rinnovata luce. Pensate che il 25 dicembre per i romani era il giorno della nascita del Sole Invitto, per gli Egizi la nascita del dio Horus, del dio Mithra in Persia e quella di Gesù per il mondo cristiano. Sul numero delle porte da attraversare, il sette, ci sarebbe tanto da dire, ad esempio che è legato al ciclo lunare, che sette sono i cieli dell’antichità, sette i peccati capitali, sette le fasi alchemiche per giungere alla Grande Opera. La camera sotterranea invece alluderebbe alla caverna, alla coscienza segreta, al grembo della Grande Madre, luogo di iniziazione e rinascita. Così, la chioccia d’oro con i suoi pulcini, che tra l’altro compare in altre truvature, non sarebbe altro che l’emblema della fecondità. Essa punta dritta alle Pleiadi, l’insieme di stelle che popolano la costellazione del Toro e che nella notte di Natale si scorgono in direzione opposta all’asse della chiesa di Santa Maria.

 

Daniela Frisone

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