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22/01/2026
06:23

Quando Siracusa fu futurista

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La storia delle rappresentazioni classiche a Siracusa passa dal futurismo. Era il 1921. Il giovane messinese Francesco Carrozza invita Marinetti a un raduno futurista in Sicilia. Marinetti รจ entusiasta, parla di sacri vulcani, di ellenismo ultraidiota, insomma invita i siciliani a combattere al grido di โ€œViva il Futurismo!โ€ ma in tutta onestร  declina lโ€™invito. Forse non si era ancora reso conto della portata mediatica di una campagna anticlassicista. Soprattutto in vista della riapertura del tempio della classicitร  successiva alla pausa post bellica. Cosรฌ la settimana prima dellโ€™inaugurazione i giornali annunciano il suo arrivo al Teatro Greco di Siracusa in veste di corrispondente dellโ€™ยซIntransigeantยป di Parigi. Unโ€™occasione โ€œper tenere una Conferenza sullโ€™Arte Moderna e sul Futurismo al Teatro Epicarmoโ€ la domenica del 17 aprile, racconta il periodico ยซLa Riscossaยป. 

In quella primavera del โ€™21 avrebbero rappresentato Le Coefore di Eschilo, ed era unโ€™opera monumentale nella traduzione di Ettore Romagnoli con le scenografie di Duilio Cambellotti. Immaginate. Tutta la stampa regionale, compresa ยซLโ€™Oraยป di Palermo, era un tripudio di attese ed elogi verso il conte Mario Tommaso Gargallo per il ritorno a Siracusa di una concezione suprema dellโ€™arte. Invece, sabato 16 aprile, giorno della prima delle Coefore al Teatro Greco, Siracusa si vide tempestata da centinaia di coloratissimi volantini. Era il manifesto futurista contro le Rappresentazioni Classiche. Una provocazione bellโ€™e buona a firma di Francesco Carrozza, di Guglielmo Jannelli, Luciano Nicastro e Vannโ€™Antรฒ della rivista ยซLa Balza futuristaยป e del siracusano Aldo Raciti. 

Da qui รจ tutto un ciclone. Il padre del Futurismo arriva il 18 aprile tra lโ€™appoggio dei simpatizzanti e il clamoroso dissenso dei conformisti, e il giorno successivo al Teatro Epicarmo tiene la sua conferenza, bislacca, lungimirante, insolita, geniale. 

Franco Sgroj ne riporta unโ€™attenta cronaca: โ€œMarinetti esalta la validitร  delle strutture del teatro greco siracusano, ne vanta lo scenario naturale, il paesaggio incomparabile che con la luminositร  dei tramonti ben puรฒ prestarsi ad una moderna, attuale, pittoresca valorizzazione del teatro in chiave spiccatamente siciliana. Con audace volo pindarico il vate del Futurismo tesse le lodi del coloritissimo folclore siciliano, dallโ€™opera dei pupi alle celebrazioni religiose, dai costumi popolari al dialetto, tutti elementi che potrebbero e dovrebbero confluire nellโ€™auspicato teatro siciliano e per le fortune del quale Marinetti suggerisce che il Teatro di Siracusa venga coraggiosamente svecchiato e aperto a una presa di coscienza veramente liberatoria alla rappresentazione sรฌ dei classici, ma anche di opere di autori siciliani viventi.โ€ 

Daniela Frisone

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