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11/03/2026
20:24

Primo Maggio a Siracusa, sindacati uniti contro i salari bassi e le morti sul lavoro

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Nel giorno in cui si celebra la Festa dei Lavoratori, CGIL, CISL e UIL lanciano un grido d’allarme: a Siracusa e in tutta la Sicilia, il lavoro è diventato sempre più sinonimo di precarietà, sfruttamento e insicurezza.

“C’è poco da festeggiare, c’è da indignarsi”, afferma Roberto Alosi, segretario generale della CGIL di Siracusa. Le sue parole sono un duro atto d’accusa contro le condizioni lavorative nella provincia, dove il salario medio annuo si attesta a soli 17.598 euro, uno dei più bassi d’Italia. “Un terzo dei lavoratori siciliani guadagna meno di 10.000 euro l’anno. Anche quando si lavora, non si esce dalla povertà”, sottolinea Alosi.

I numeri sugli infortuni sul lavoro sono agghiaccianti: 2.034 incidenti solo nei primi mesi del 2024 nella provincia di Siracusa, con sei morti bianche. “La sicurezza è diventata un lusso”, denuncia Alosi, sottolineando come Siracusa sia diventata una zona rossa per l’incidenza di incidenti mortali.

Anche la Uil Sicilia, per voce della segretaria regionale Ninetta Siragusa, parla di una vera emergenza nazionale. “Non si può e non si deve morire di lavoro”, afferma con fermezza. E rilancia: “Serve una svolta culturale, che parta dai banchi di scuola. Formazione, rafforzamento dei controlli, aumento degli ispettori e vigilanza sugli appalti sono le nostre priorità”.

Nonostante un’apparente crescita occupazionale (+29,8% nei primi nove mesi del 2024), la realtà è ben diversa. “Dietro questi numeri si nascondono contratti brevi, instabili, part-time involontari”, spiega Alosi. “Così i giovani se ne vanno: oltre 15.000 siciliani hanno lasciato l’isola nel 2024, più di 1.500 solo da Siracusa”.

Un’altra emergenza è la crisi del Polo industriale di Siracusa, che vale il 13,7% del PIL siciliano e coinvolge oltre 40.000 lavoratori, tra occupazione diretta e indotto. “Abbiamo visto solo promesse e protocolli vuoti”, accusa la CGIL.

Il segretario generale della Cisl Ragusa-Siracusa, Giovanni Migliore, propone un cambio di paradigma: “La Festa dei Lavoratori deve tornare a essere il punto di partenza per una grande alleanza sociale, centrata sulla sicurezza, sui diritti e sulla dignità di ogni lavoratore”. La Cisl chiede un patto sociale che unisca tutte le parti – istituzioni, imprese, sindacati – per garantire lavoro certo, sicuro e continuo.

In questo Primo Maggio, i sindacati siciliani rilanciano la battaglia per un lavoro che torni ad essere fonte di dignità, non di sfruttamento. Una giornata di riflessione, ma soprattutto di lotta, per costruire un futuro diverso, dove non si debba più scegliere tra un salario e la vita.

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