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18/02/2026
01:38

Pignorate le azioni Isab: Goi Energy non ha mai pagato l’acquisto della raffineria di Priolo

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Il tribunale di Milano ha deciso: Goi Energy deve 150 milioni di euro a Litasco, la società di trading svizzera della compagnia russa Lukoil. Nel giro di tre settimane il tribunale dovrà decidere se pignorare le azioni della raffineria Isab in mano a Goi o se garantire in altro modo quanto dovuto. I fatti, come rivelato da Staffetta quotidiana, giornale on line specializzato in materia energetica, si riferirebbero al 2023.

Una notizia che ha scosso l’intero assett industriale del polo energetico siracusano. Molte le reazioni che ribattono al silenzio dei vertici Isab che hanno scelto di non commentare quanto arrivato dal capoluogo lombardo.

La vicenda Isab, con la cessione a Goy Energy grazie all’intervento del governo italiano, non è mai stata definita completamente.

Ora questa nuova tegola che getta grossi interrogativi sul futuro della raffineria alle porte del capoluogo.

“La notizia del pignoramento delle quote della società G.O.I. Energy, disposto dal Tribunale di Milano a seguito di un contenzioso con la società Litasco S.A., impone una riflessione attenta e misurata. La vicenda, che attiene a rapporti finanziari tra soggetti esteri, non deve essere oggetto di allarmismo, ma non può nemmeno essere sottovalutata, poiché coinvolge indirettamente un sito industriale di rilevanza strategica per il Paese” , ha dichiarato il segretario generale della Femca Cisl Ragusa Siracusa, Alessandro Tripoli.

Il sindacalista ha ricordato che l’acquisizione del complesso industriale di Priolo da parte di G.O.I. Energy è avvenuta sotto il regime di Golden Power, che prevede la vigilanza diretta dello Stato a tutela della continuità produttiva, della sicurezza energetica e della salvaguardia occupazionale.

“L’obiettivo prioritario deve restare la stabilità produttiva e sociale del polo siracusano, che rappresenta una componente essenziale del sistema industriale ed energetico nazionale. – ha aggiunto ancora – Qualsiasi sviluppo societario o finanziario dovrà essere coerente con la prospettiva di crescita sostenibile, innovazione e sicurezza industriale che il territorio attende da tempo.

Serve ora una cornice di chiarezza istituzionale e di responsabilità condivisa. – ha concluso Tripoli – Governo, Regione e azienda devono lavorare in sinergia per tutelare l’occupazione, accompagnare la transizione energetica e ambientale e restituire fiducia a un’area che merita stabilità e visione.
Il futuro del polo di Priolo non può essere ostaggio di controversie finanziarie o di equilibri societari incerti. Va costruito su basi solide: trasparenza, coerenza e rispetto dell’interesse pubblico nazionale. Solo così potrà continuare a rappresentare una risorsa per la Sicilia e per l’intero Paese”.

 

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