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12/07/2026
17:05
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Pedaggio sulla Siracusa-Gela, Vinciullo: «Il CAS non può far pagare ai cittadini un’opera già finanziata con denaro pubblico»

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L’ipotesi di introdurre il pedaggio sulla Siracusa-Gela accende il dibattito politico. A intervenire sulla vicenda è l’On. Prof. Vincenzo Vinciullo, Commissario provinciale di Grande Sicilia, che contesta la possibile decisione del Consorzio per le Autostrade Siciliane di far pagare il transito sulla tratta tra Cassibile, Rosolini e Modica.

Vinciullo ha annunciato di aver chiesto l’intervento dell’On. Giuseppe Carta, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Assemblea Regionale Siciliana, affinché vengano convocati i vertici del CAS per chiarire le ragioni alla base dell’eventuale introduzione del pedaggio.

«Apprendo in questi giorni che il Consorzio per le Autostrade Siciliane, ente vigilato dall’Assessorato regionale delle Infrastrutture, intende procedere all’introduzione del pedaggio sulla Siracusa–Gela. Una scelta che considero sbagliata e che va fermamente contrastata».

Secondo il Commissario provinciale di Grande Sicilia, la questione deve essere affrontata in sede istituzionale, anche alla luce del piano di risanamento dei conti del CAS, che ammonterebbe a circa 100 milioni di euro e per il quale sarebbe richiesto un nuovo intervento economico pubblico.

«Ho chiesto all’On. Giuseppe Carta, Presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Assemblea Regionale Siciliana, di convocare i vertici del Consorzio per le Autostrade Siciliane affinché riferiscano in Commissione sulle ragioni che stanno portando all’introduzione del pedaggio sulla Siracusa-Gela».

Per Vinciullo, la scelta di far pagare i cittadini sarebbe ancora più discutibile in un momento in cui il Consorzio chiede risorse pubbliche per riequilibrare la propria situazione economica.

«Questo dimostra quanto fosse corretta la mia posizione – spiega Vinciullo – il Consorzio avrebbe dovuto essere assorbito dall’ANAS, ponendo fine alle criticità gestionali che da anni lo caratterizzano».

Il tema, secondo l’esponente di Grande Sicilia, non riguarda soltanto l’aspetto economico, ma anche la funzione strategica della Siracusa-Gela per la sicurezza del territorio. La tratta rappresenta infatti, per Vinciullo, una via di collegamento essenziale tra la zona sud della provincia di Siracusa, il capoluogo e l’area industriale.

«Innanzitutto la tratta Siracusa–Gela rappresenta oggi l’unica vera via di fuga tra la zona sud della provincia di Siracusa, il capoluogo e l’area industriale. – spiega il Commissario Provinciale di Grande Sicilia -. E questo perché la Strada Statale “115”, unica alternativa in caso di emergenza, presenta notevoli criticità soprattutto in corrispondenza del ponte sul fiume Cassibile. È fuori luogo dunque pensare di imporre un pedaggio su un’infrastruttura che ha una funzione essenziale per la sicurezza del territorio».

Vinciullo richiama poi l’origine dei finanziamenti utilizzati per la realizzazione dell’infrastruttura. Una parte significativa dell’autostrada, sostiene, sarebbe stata realizzata con i fondi della Legge n. 433 del 1991, destinati agli interventi successivi al terremoto del 13 dicembre 1990, proprio perché la Siracusa-Gela era considerata una via di fuga strategica. Un’altra parte dell’opera, aggiunge, sarebbe stata finanziata con risorse regionali attraverso un emendamento da lui presentato e approvato in Commissione Bilancio e successivamente dal Parlamento siciliano.

«In secondo luogo, ma non meno importante, va considerato che una parte significativa dell’autostrada Siracusa-Gela è stata realizzata con i finanziamenti dalla Legge n. 433 del 1991, destinati agli interventi successivi al terremoto del 13 dicembre 1990 proprio perché quell’arteria è ritenuta una via di fuga strategica. Un’altra parte dell’opera è stata finanziata con risorse regionali grazie a un mio emendamento approvato in Commissione Bilancio e successivamente dal Parlamento siciliano. In altre parole, questa autostrada è stata costruita con i soldi dei cittadini.

Per questo motivo ritengo che il Consorzio per le Autostrade Siciliane non possa oggi pretendere il pagamento di un pedaggio per un’opera che non ha realizzato con risorse proprie e che è stata finanziata con fondi pubblici destinati alla sicurezza e allo sviluppo del territorio.

I siciliani, in maniera particolare i cittadini della zona sud della provincia di Siracusa, non possono pagare due volte la stessa infrastruttura: prima con le tasse e poi con un pedaggio che considero ingiusto e privo di giustificazione sostanziale.

Se si dovesse insistere sull’introduzione del pedaggio – conclude Vincenzo Vinciullo- siamo pronti come Grande Sicilia alla mobilitazione e alla promozione di ogni iniziativa anche in sede istituzionale per tutelare i cittadini e imprese».

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