Un esposto collettivo con 158 firme è stato inviato al sindaco di Siracusa, Francesco Italia, dal Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente per denunciare il dilagare del fenomeno della mala movida nel centro storico e nel quartiere Umbertino, chiedendo un intervento regolamentare “finalmente strutturato, stabile ed efficace”.
“L’iniziativa – spiega il portavoce del Comitato, Davide Biondini – nasce da un disagio che da anni, in alcune zone del centro storico, ha superato ogni limite di tollerabilità e che continua progressivamente ad aggravarsi con musica ad alto volume, eventi protratti oltre gli orari consentiti, schiamazzi, disordine, controlli insufficienti e assenza di misure deterrenti”.
“Non siamo contro il divertimento dei giovani e contro la movida in sé – precisano dal Comitato – ma contro l’arroganza di chi ignora volutamente le regole della convivenza civile e pretende di trasformare il divertimento di pochi nel disagio di molti”.
Secondo il Comitato, la mala movida non colpisce soltanto i residenti ma produce effetti negativi anche sulle attività economiche e ricettive del centro storico. “Le conseguenze – insiste Biondini – ricadono sulle strutture ricettive, costrette a fronteggiare lamentele e recensioni negative, sulle attività professionali e commerciali, che operano in un contesto sempre più difficile, e più in generale su tutti coloro che vivono e lavorano in Ortigia e chiedono semplicemente il rispetto delle regole fondamentali del vivere civile”.
Per il Comitato “è necessario un cambio di passo” e, nell’esposto, vengono avanzate anche alcune proposte tecniche per rendere più efficienti i controlli, verificare in maniera più efficace il rispetto dei limiti di orario e di rumore e ridurre stabilmente le immissioni sonore che raggiungono abitazioni, strutture ricettive, studi professionali e attività economiche.
“L’esposto collettivo – conclude il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente – vuole essere un atto di responsabilità civica e insieme un appello chiaro all’amministrazione Italia che deve scegliere se governare il fenomeno o lasciarlo andare”.





















