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15/01/2026
18:49

Ondate di calore, la Cisl chiede misure urgenti per tutelare i lavoratori agricoli delle serre

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Le ondate di caldo che stanno colpendo a ripetizione il territorio siracusano e non solo, continuano a mettere a dura prova i lavoratori del comparto agricolo, in particolare quelli impiegati all’interno delle serre. A lanciare l’allarme, a questo proposito, chiedendo interventi volti a garantire la sicurezza degli operatori del settore sono il segretario generale della UST Cisl Ragusa-Siracusa, Giovanni Migliore, ed il segretario generale della Fai Cisl territoriale, Sergio Cutrale.

“L’ordinanza che vieta di lavorare nelle ore più calde, dalle 12.30 alle 16.00, durante le giornate con temperature elevate è un provvedimento insufficiente, – sottolineano Migliore e Cutrale – perché non tiene conto delle peculiarità di alcuni comparti agricoli, come quello della serricoltura, dove i rischi si presentano già dalle prime ore del mattino”.

All’interno delle serre, in effetti, le temperature possono diventare insostenibili già a partire dalle 10 del mattino, trasformando questi ambienti in vere e proprie “fornaci” e rendendo estremamente pericoloso il lavoro fino al tardo pomeriggio. “È evidente – spiegano ancora Migliore e Cutrale– che servono correttivi mirati, capaci di adattarsi alle specificità delle diverse realtà agricole.”

La Cisl propone un confronto urgente con le aziende del territorio per individuare soluzioni condivise, capaci di tutelare sia i lavoratori che le produzioni agricole. Ai vertici regionali viene inoltre richiesto di attivare un monitoraggio puntuale sulle condizioni di lavoro nei vari ambiti dell’agricoltura, con l’obiettivo di elaborare un protocollo sindacale specifico.

“Tale protocollo – concludono Migliore e Cutrale – dovrà porre l’attenzione sulla prevenzione dei rischi da stress termico e indicare misure concrete per la tutela della salute nei periodi più critici. Particolare attenzione dovrà essere riservata ai comparti maggiormente esposti, come quello della serricoltura, dove il caldo estremo rappresenta ormai un’emergenza strutturale”.

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