Circa trecento ragazzi di ambo i sessi, dai 3 anni agli Under 14, in rappresentanza di tutte le società di rugby della Sicilia Orientale, si sono ritrovati domenica scorsa al campo scuola “Pippo Di Natale” per partecipare al “Festival Regionale Minirugby” organizzato dalla Syrako Rugby Club.
L’iniziativa voluta dal sodalizio siracusano presieduto da Enzo Bovi nasce dal desiderio di unire sport, educazione e solidarietà, offrendo ai più piccoli un’esperienza che vada oltre il semplice confronto sul campo. E’ stata un’occasione speciale per sostenere anche la raccolta fondi a favore dell’UNICEF, garantire un futuro migliore a tutti i bambini.

“La cerimonia di apertura – commenta Enzo Bovi – ha avuto momenti davvero emozionanti. Il taglio del nastro simbolico, un gesto che rappresenta l’impegno affinché nel mondo i diritti dei bambini possano cambiare. Due piccoli atleti hanno letto l’Articolo 31 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, dedicato al diritto al gioco e alla partecipazione culturale. Il rugby coi suoi valori di rispetto, inclusione, lealtà e sostegno reciproco – aggiunge il dirigente – rappresenta uno strumento educativo straordinario: un gioco che forma persone prima ancora che atleti. Da questa convinzione è nata la collaborazione con UNICEF Italia, simbolo di impegno per i diritti e la tutela dell’infanzia nel mondo”.
“Attraverso questa iniziativa – aggiunge il presidente onorario, Saro Buscema – si è voluto ricordare che ogni bambino, in ogni parte del mondo, ha diritto a crescere in un ambiente sicuro, sereno e ricco di opportunità, anche e soprattutto attraverso lo sport. Come stabilito dall’articolo 31 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ogni bambino ha diritto al riposo, al gioco e alle attività ricreative, con opportunità di partecipazione alla vita culturale e artistica della comunità. Il Festival è dunque stata una festa dei bambini, delle famiglie e dei valori che uniscono. Una giornata in cui il divertimento incontra la solidarietà, a ribadire che lo sport può e deve essere un veicolo di crescita, di comunità e di futuro”.





