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12/07/2026
17:56
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Miasmi, la Cgil cita i dati e chiama in causa la Prefettura

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Benzene e inquinamento nel polo industriale siracusano: “non siamo più di fronte a semplici miasmi. La salute viene prima del profitto”.
La Cgil alza i toni e affida a un comunicato del proprio segretario generale Franco Nardi e del segretario provinciale Antonio Recano, la richiesta per un intervento della Prefettura.
I dati registrati dalle centraline ambientali, con concentrazioni di benzene che hanno raggiunto 110 µg/m³ a Priolo e 90 µg/m³ ad Augusta, oltre ai ripetuti superamenti relativi agli idrocarburi non metanici e all’ozono, delineano – come sostiene la Cgil – un quadro che non può più essere derubricato a un problema di odori molesti, la questione assume una dimensione sanitaria, ambientale e occupazionale che impone risposte immediate da parte delle aziende, delle istituzioni e degli organi di controllo.
La Cgil richiede un’azione non più derogabile: la salute non può essere negoziabile ne con il lavoro ne con l’economia di un territorio.
”Migliaia di lavoratrici e lavoratori operano quotidianamente negli impianti industriali e negli appalti, spesso all’aperto e nelle aree maggiormente interessate dalle emissioni. – si legge ancora – Non è ammissibile che la tutela della loro salute venga subordinata alla continuità produttiva o alle esigenze economiche delle imprese”.
“Di fronte a episodi ripetuti di contaminazione ambientale, – continuano Nardi e Recano – è necessario che le aziende adottino procedure straordinarie in occasione degli episodi di inquinamento, prevedendo, ove necessario, la sospensione delle attività non essenziali, la rimodulazione delle lavorazioni più esposte e tutte le misure organizzative idonee a tutelare i lavoratori. Il principio di precauzione, sancito dal diritto europeo e recepito nell’ordinamento nazionale, impone di intervenire anche quando permangano margini di incertezza scientifica, qualora siano presenti elementi idonei a far ritenere concreto un rischio per la salute pubblica e dei lavoratori”.
Benzene e inquinamento nel polo industriale siracusano: non siamo più di fronte a semplici miasmi. La salute viene prima del profitto.
I dati registrati dalle centraline ambientali, con concentrazioni di benzene che hanno raggiunto 110 µg/m³ a Priolo e 90 µg/m³ ad Augusta, oltre ai ripetuti superamenti relativi agli idrocarburi non metanici e all’ozono, delineano un quadro che non può più essere derubricato a un problema di odori molesti, la questione assume una dimensione sanitaria, ambientale e occupazionale che impone risposte immediate da parte delle aziende, delle istituzioni e degli organi di controllo.
La CGIL ribadisce un principio semplice ma inderogabile: la salute non può essere negoziabile ne con il lavoro ne con l’economia di un territorio.
Migliaia di lavoratrici e lavoratori operano quotidianamente negli impianti industriali e negli appalti, spesso all’aperto e nelle aree maggiormente interessate dalle emissioni. Non è ammissibile che la tutela della loro salute venga subordinata alla continuità produttiva o alle esigenze economiche delle imprese.
Di fronte a episodi ripetuti di contaminazione ambientale, è necessario che le aziende adottino procedure straordinarie in occasione degli episodi di inquinamento, prevedendo, ove necessario, la sospensione delle attività non essenziali, la rimodulazione delle lavorazioni più esposte e tutte le misure organizzative idonee a tutelare i lavoratori. Il principio di precauzione, sancito dal diritto europeo e recepito nell’ordinamento nazionale, impone di intervenire anche quando permangano margini di incertezza scientifica, qualora siano presenti elementi idonei a far ritenere concreto un rischio per la salute pubblica e dei lavoratori.
Non è più sufficiente individuare, a posteriori, la sorgente emissiva. Occorre impedire che questi eventi continuino a ripetersi.
Le imprese del polo industriale devono comprendere che la tutela della salute rappresenta un preciso dovere giuridico e sociale, non una scelta discrezionale.
Le istituzioni hanno il dovere di garantire trasparenza, controlli efficaci e interventi tempestivi. Non possono limitarsi a gestire l’emergenza quando gli episodi si verificano, occorre una valutazione sanitaria trasparente che valuti l’impatto sulla popolazione e sui lavoratori.
Per questo la CGIL chiede: l’individuazione immediata delle responsabilità delle emissioni e l’adozione di provvedimenti prescrittivi nei confronti dei soggetti responsabili; la pubblicazione tempestiva e integrale di tutti i dati validati provenienti dalle centraline di monitoraggio; l’avvio di un programma permanente di sorveglianza epidemiologica della popolazione e dei lavoratori; la convocazione urgente del tavolo permanente presso la Prefettura con Regione, enti di controllo, aziende e organizzazioni sindacali.

La CGIL continuerà a sostenere ogni iniziativa sindacale, istituzionale e, se necessario, anche giudiziaria, affinché venga pienamente garantito il diritto alla salute dei lavoratori e dei cittadini del territorio.

Alle imprese del polo industriale la Cgil chiede di comprendere che la tutela della salute rappresenta un preciso dovere giuridico e sociale, non una scelta discrezionale.
Poi l’appello alle istituzioni che “hanno il dovere di garantire trasparenza, controlli efficaci e interventi tempestivi. Non possono limitarsi a gestire l’emergenza quando gli episodi si verificano, occorre una valutazione sanitaria trasparente che valuti l’impatto sulla popolazione e sui lavoratori”.
Per questo la Cgil chiede: l’individuazione delle responsabilità delle emissioni e l’adozione di provvedimenti prescrittivi nei confronti dei soggetti responsabili; la pubblicazione tempestiva e integrale di tutti i dati validati provenienti dalle centraline di monitoraggio; l’avvio di un programma permanente di sorveglianza epidemiologica della popolazione e dei lavoratori; la convocazione urgente del tavolo permanente presso la Prefettura con Regione, enti di controllo, aziende e organizzazioni sindacali.
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