SEGUICI SUI SOCIAL
15/01/2026
19:18

MELILLI CELEBRA GIULIO EMANUELE RIZZO CON UNA GIORNATA DI STUDI

Condividi la notizia sui social

Condividi su Facebook
WhatsApp
Telegram
X
LinkedIn


Un omaggio al “principe degli archeologi” nel 160° anniversario della nascita e 75° della morte

MELILLI – In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia e nell’ambito del 160° anniversario della nascita e del 75° della morte di Giulio Emanuele Rizzo, uno dei protagonisti dell’archeologia italiana del primo Novecento, si è svolta a Melilli – sua città natale – una significativa Giornata di Studi organizzata dalla sezione locale di Italia Nostra.

L’evento, ospitato nel Palazzo della Cultura, ha rappresentato un momento di riflessione e divulgazione scientifica sul ruolo di Rizzo nella storia culturale e archeologica del nostro Paese. Il convegno ha visto la partecipazione di studiosi, istituzioni e rappresentanti della società civile, uniti nel ricordo e nella valorizzazione di una figura ancora oggi centrale nella ricerca storica e nella tutela del patrimonio.

I saluti istituzionali e il ricordo della famiglia

Ad aprire i lavori, i saluti di Nella Tranchina, presidente della sezione di Italia Nostra Melilli, della prof.ssa Angela Fontana, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo “G.E. Rizzo”, di Liliana Gissara, presidente della sezione siracusana e consigliera nazionale di Italia Nostra, e di Violante Valenti, discendente diretta dell’archeologo e direttore artistico della Fondazione Pino Valenti.

Proprio Valenti, in un sentito audio-messaggio, ha evocato la nobiltà d’animo e l’impegno intellettuale di Rizzo, ricordando il progetto – avviato da suo padre, il Maestro Pino Valenti – di donare il patrimonio artistico di famiglia alla città per la creazione di un Museo della Scenografia Contemporanea, primo nel Sud Italia.

L’eredità culturale di Giulio Emanuele Rizzo

La prof.ssa Fontana ha ripercorso la storia dell’intitolazione della scuola media del paese a Rizzo, avvenuta nel 1953 e recentemente ripristinata sotto la sua dirigenza. Liliana Gissara ha posto l’accento sul valore dei piccoli centri come Melilli, capaci di dare i natali a figure di rilievo nazionale, e ha ribadito la richiesta – ancora aperta – di una ristampa anastatica dell’opera di Rizzo sul teatro greco di Siracusa.

Nella Tranchina ha definito Rizzo “una delle personalità più eminenti dell’archeologia italiana”, maestro di Umberto Zanotti Bianco e ispiratore di una visione culturale mediterranea ancora attualissima.

Studi inediti e nuove prospettive

Curata dal prof. Giuseppe Immè (assente per motivi personali), la Giornata ha offerto una rilettura aggiornata della figura di Rizzo, grazie all’analisi di un ricco epistolario inedito. Il contributo del prof. Immè, letto dalla dott.ssa Licia Saraceno, ha messo in luce la lunga corrispondenza con Paolo Orsi: 214 lettere che documentano decenni di amicizia e cooperazione scientifica.

Il prof. Massimo Cultraro ha approfondito il rapporto, talvolta conflittuale ma umano, con Luigi Pigorini, in particolare durante gli anni della Grande Guerra. Il prof. Giovanni Polizzi ha invece presentato il carteggio con Emanuele Gabrici, durato oltre mezzo secolo, che rivela il lato più intimo e impegnato di Rizzo rispetto ai grandi mutamenti politici e culturali dell’Italia novecentesca.

Archeologia e territorio

Ampio spazio anche agli studi archeologici: il dott. Lorenzo Guzzardi ha illustrato la lettura innovativa di Rizzo sul katatomé del teatro greco di Siracusa, inteso come spazio sacro alle Muse, studio premiato nel 1916 dall’Accademia dei Lincei. Il prof. Giovanni Di Stefano ha concluso con una relazione sulla presenza di mercenari e stranieri a Camarina, riflettendo sul ruolo dell’alterità nel mondo antico.

Il dott. Alberto Limoli, referente del settore educazione di Italia Nostra Melilli, ha moderato i lavori, parlando di “un’eredità viva” che continua a ispirare ricerca e consapevolezza civica.

Una memoria culturale condivisa

La Giornata di Studi si inserisce nel programma delle Giornate Europee dell’Archeologia 2025 e nelle celebrazioni per il 70° anniversario di Italia Nostra, riaffermando il contributo delle comunità locali alla valorizzazione del patrimonio culturale nazionale. Rizzo, non solo archeologo ma intellettuale militante, ha lasciato un’impronta profonda nelle istituzioni accademiche, nei musei e nella memoria collettiva.

A Melilli, la sua eredità continua a parlare alle nuove generazioni, testimoniando che la cultura è un seme che attecchisce anche nei luoghi più piccoli, ma capaci di custodire grandi storie.

Tam Tam TV

Seguici su Facebook

Ultimi Articoli

Tam Tam Radio
Caricamento...