Oltre a Palermo e a Catania, l’Opera dei Pupi vanta un’importante tradizione anche a Siracusa. Era il 1875 quando Don Ciccio Puzzo, in uno scantinato di via Mario Minniti alla Giudecca, realizzò il primo pupo. Il suo lavoro continuò fino al 1919, e i figli tramandarono la sua arte fino al 1948.

C’è da dire che negli anni Venti la bottega di Ernesto Puzzo fu assiduamente frequentata da Rosario Vaccaro, il capostipite della famiglia che entrerà a pieno titolo nella storia dei pupari siracusani.

Saro, così veniva chiamato il giovane pasticcere che divenne l’apprendista dei Puzzo, sul finire degli anni Quaranta cominciò a costruire i suoi primi capolavori in un piccolo laboratorio di Vicolo dell’Ulivo in Ortigia. E nonostante la paralisi che lo aveva colpito anni prima alla parte sinistra del corpo, mise tutta la sua bravura nella realizzazione dei piccoli paladini di Francia. Qualche tempo dopo fu affiancato dal fratello Alfredo, esperto artigiano della cartapesta nonché operatore cinematografico.

Ma il dopoguerra, con i suoi cambiamenti socio-economici, spinse i Vaccaro verso una scelta fatale: la registrazione delle voci degli attori su nastri magnetici che mise in cattiva luce il loro operato. Seguirono anni bui, fino al 1978, quando i pupari si esibirono nella chiesa di San Giovannello alla Giudecca.
Lo spettacolo fu un vero successo per i due fratelli, che riuscirono a istituire nell’ex monastero di Sant’Agostino in via Nizza (il cosiddetto Teatro di cabaret Ucciardino) la sede storica della loro compagnia.
Nel 1984 morì Saro, Alfredo dunque abbandonò il laboratorio di Vicolo dell’Ulivo per stabilirsi nel retro del Teatro di via Nizza. Ma il terremoto del ‘90 non risparmiò neanche quell’edificio, che ben presto venne dischiarato inagibile. Si arriva allora al 1995, anno in cui muore Alfredo Vaccaro lasciando una grande eredità artistica ai Vaccaro-Mauceri. Lo stesso anno in cui i figli e i nipoti fondarono l’Opera dei Pupi di Alfredo Vaccaro, anche grazie a un’esposizione che racconta l’arte dei pupari. Piuttosto nel 1999 l’associazione chiuse dando spazio a una nuova realtà chiamata La Compagnia dei Pupari Vaccaro-Mauceri, in cui compare il cognome degli eredi che fin dall’inizio si sono prefissi di adattare, sempre nel rispetto del passato, una così importante tradizione ai costumi del terzo millennio.
Gli ultimi rappresentanti della scuola Vaccaro, Daniel e Alfredo Mauceri, dopo la morte del nonno materno, sono riusciti ad emergere in numerosi festival e rassegne anche a carattere internazionale. Tra i riconoscimenti emerge quello di Teatro di figura di rilevanza nazionale da parte del Ministero della Cultura.
Un’attestazione che premia l’attività di salvaguardia, promozione e innovazione di questo storico presidio culturale di Ortigia (sede del Teatro Alfeo e del Museo dei Pupi), inserendosi nel quadro dei riconoscimenti statali a tutela dell’Opera dei Pupi siciliani, dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità.
Daniela Frisone




