SEGUICI SUI SOCIAL
12/06/2026
06:54
Pubblicità

L’onomastica siciliana, le sue radici normanne e le curiosità storiche

Condividi la notizia sui social

Condividi su Facebook
WhatsApp
Telegram
X
LinkedIn

La nascita del cognome è affare prettamente medievale. Anche se in Sicilia già durante la dominazione araba identificare qualcuno significava spesso rintracciare il nome del padre, la professione, il luogo d’origine e anche certe caratteristiche fisiche.

Sappiate però che la vera eredità del cognome familiare avviene solo con i Normanni, soprattutto grazie al riconoscimento del feudo di appartenenza. Ed è interessante immaginare come lo spunto della loro nascita riesce tutt’oggi a ricoprire una fetta importante di studi onomastici.

Molti di questi cognomi siciliani resistono al tempo e riusciamo a discernerli nonostante la grafia antica o il passaggio dialettale. Ad oggi molti di loro possono essere suddivisi in base ad alcune categorie che riflettono radici culturali e storiche isolane profonde. In primis troviamo i patronimici e i matronimici, ovvero quelli che derivano dal nome del padre e qualche volta della madre, come Di Stefano, Di Mauro, Leonardi, Di Maria. Tra questi riscontriamo anche quelli in cui è presente l’articolo come Lo Presti, La Rosa.

Ma forse i più accattivanti sono quelli che riprendono i nomi di mestieri, ad esempio Cavallaro, Finocchiaro, Spadaro, e altri come Scuderi, Balistreri. Piuttosto la cosiddetta nciuria o ngiuria, ovvero il nome tratto da un particolare connotato fisico oppure dalla storia di un componente (di solito uomo e anziano) in ultimo attribuito a tutto il ramo familiare, non era altro che uno strambo soprannome come Pappalardo, Occhipinti, Quattrocchi.

In questa categoria segnaliamo anchecognomi come Trovato, Ignoti, Di Dio, che rientrano nella casistica di coloro che ab origine risultavano senza genitori, spesso abbandonati nelle cosiddette ruote degli esposti, quellecollocate vicino alle chiese accanto a un portone. Parliamo deicosiddetti trovatelli, che venivano affidati a delle balie fino all’allattamento e poi smistati negli orfanotrofi. Di base veniva loro letteralmente affibbiato il soprannome “della vergogna” che nel tempo sarebbe diventato senza macchia e comune a molti.

Ancora, alcuni dei cognomi siciliani possono essere facilmente associati a luoghi di provenienza. Tra questi si distinguono Greco, Romano, Puglisi, Maltese, Toscano, Lombardo. Ma è anche possibile riconoscerli tra quelli che traggono origine direttamente dal nome di una città, per esempio Messina, Ragusa, Catania. L’onomastica isolana può riflettere anche una certa stratificazione linguistica, per cui sono ben ravvisabili i cognomi di origine greca come Spanò, Sgrò, Laganà, Cannavò. In particolare, quelli arabi sono affascinanti e hanno una struttura particolarmente complessa. Pensiamo a Macaluso, Zappalà, Cangemi. Il primo significa liberato, il secondo potente per Allah e l’ultimo chirurgo o anche barbiere.

Infine l’eredità normanna è possibile riconoscerla nei cognomi che richiamano titoli nobiliari o professioni militari come Barone, Conte, Scuderi e Paladino.

Daniela Frisone

Pubblicità

Tam Tam TV

Seguici su Facebook

Ultimi Articoli