Siracusa, venerdì 6 marzo – Santuario della Madonna delle Lacrime
Ismaele La Vardera arriva e spiazza: “La Sicilia deve tornare un posto dove restare”
Nessun effetto speciale, nessuna cornice costruita. Solo Siracusa, un venerdì di marzo, e un uomo che decide di mettersi in gioco. Ismaele La Vardera arriva così: diretto, senza sovrastrutture, con un messaggio che non assomiglia ai soliti discorsi da campagna elettorale.
Ha scelto il Santuario della Madonna delle Lacrime per annunciare la sua candidatura alle prossime elezioni regionali. Una scelta che non è solo geografica, ma simbolica: “partire da una città che conosce bene la distanza tra potenzialità e realtà , tra ciò che potrebbe essere e ciò che ancora non è”.
“Restare. È da qui che si cambia tutto”
Il cuore del suo intervento è stato una parola semplice, quasi banale, ma in Sicilia pesante: restare.
“Restare per lavorare senza dover fare le valigie.
Restare per curarsi nei propri ospedali senza cercare soluzioni altrove.
Restare per costruire un’impresa senza sentirsi un funambolo.
Restare per crescere i figli in un luogo che non sia solo nostalgia, ma futuro concreto”.
Nel suo intervento ha detto: “La Sicilia deve tornare un posto dove si può restare. Non per mancanza di alternative, ma per scelta.”
La Vardera ha parlato di possibilità .
Di una Sicilia che smette di essere periferia e si riconosce come regione europea al centro del Mediterraneo.
Di turismo che non sia improvvisazione.
Di sanità che funzioni.
Di imprese che non debbano combattere contro muri invisibili.
Un discorso che pone una domanda netta: “perché dobbiamo continuare a partire?”
Da Siracusa, La Vardera lancia il messaggio “La Sicilia non è condannata. Ha bisogno di visione, di coraggio, di qualcuno che dica che restare è possibile”.
Paolo Brianti











