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14/01/2026
23:55

La lettera di denuncia del Comitato Stop Veleni in riferimento ai fatti dell’Ecomac di Augusta

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Comitato Stop Veleni in merito alla seduta straordinaria di ieri, 24 luglio della IV commissione territorio e ambiente dell’Ars ad Augusta.

La commissione si è riunita per discutere di emergenza ambientale anche e soprattutto in seguito all’incendio divampato in data 5 luglio scorso presso l’Ecomac.

La seduta come da regolamento si è tenuta a porte chiuse, del comitato stop veleni sono state invitate partecipare Cinzia Di Modica e Giusi Nanè.

Dopo gli interventi di tutti i parlamentari regionali, dei sindaci presenti, del presidente del libero consorzio comunale di Siracusa, dei Vigili del fuoco, degli assessori regionali, dei rappresentanti di ASP Siracusa e di ARPA, dopo i ripetuti interventi del presidente della commissione, già sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, dopo i rappresentanti di Italia Nostra e di Legambiente, anche al comitato stop veleni è stata al fine concessa la parola.

La seduta si è poi conclusa con un breve intervento del prefetto uscente Signer che è sopraggiunto sul finire dei lavori e che dopo il suo contributo si è dovuto allontanare e del direttore ARPA dott. Infantino.

Dovendo riassumere i lavori della seduta, il comitato si esprime dichiarando che quasi tutti gli intervenuti hanno puntualizzato che per eventi drammatici come quello verificatosi in Ecomac e/o di simile portata, il territorio nella persona dei suoi amministratori ha mancato totalmente nella comunicazione con i cittadini.

Infatti viene messa in evidenza la mancanza di capacità di fare squadra rapidamente e di informare come per legge i residenti che si vedevano scurare il cielo dalla fittissima coltre di fumo nerissimo e maleodorante.

Sempre secondo il comitato, la mancanza di organizzazione degli amministratori, non può trovare scuse nelle variabili che hanno caratterizzato quei giorni come il continuo mutare dei venti o la mancata comunicazione tempestiva dei dati ARPA su quanto stava accadendo, come anche l’incertezza sulla competenza e ricaduta di responsabilità.

Infatti il comitato esprime anche il disappunto di vedere lasciare il lancio di eventuali allarmi alla cittadinanza, agli altri enti, rendendo impossibile qualsiasi immediata interlocuzione con gli abitanti, riportando un virgolettato: “prima si doveva capire cosa stava succedendo e cosa c’era nell’aria e solo dopo si poteva allertare la popolazione”

Il comitato Stop Veleni continua esprimendo la totale inadeguatezza ad affrontare sinistri disastrosi come quello in specie, da parte degli organi territoriali. La procura di Siracusa ha aperto un fascicolo di indagini per i fatti occorsi e si attendono gli esiti con grande interesse.

Dichiarando infine che se bene qualcuno commenti la riunione come qualcosa di evitabile, essendo stata la realizzazione di un film già scritto, il comitato definisce la propria posizione: “fino a quando non si riesce ad intendere l’importanza della cittadinanza attiva, e ci si abbandona a sterili polemiche e stilettate contro quei pochi che sempre ci mettono la faccia, faremo il gioco di chi si diverte a martoriare questo nostro territorio”.

Il Comitato stop veleni, presente in commissione, invitato a scegliere una portavoce ai fini dell’intervento in aula, ha optato per Cinzia Di Modica che come sempre ha portato le doglianze dei residenti che in quelle ore del 5 luglio e nelle giornate seguenti al CSV si rivolgevano.

Sempre il comitato denuncia: “Tra le cose più indegne che sono accadute ci è stato riferito che tra i medici compulsati qualcun osi è permesso di sconsigliare ai propri pazienti di intasare i nosocomi locali per riferire i sintomi accusati”.

Cinzia Di Modica ha altresì richiesto che le centraline di monitoraggio dell’aria in zona perindustriale attualmente non inserite nel piano di vigilanza al quale si rifà annualmente il report istituzionale sulla qualità dell’aria, siano finalmente inserite nel detto piano. Inoltre poiché ad Augusta insiste un grande inceneritore e altri stanno per essere edificati in questa aria, non si comprende quale remora abbiano le istituzioni preposte ad insediare in loco dei campionatori ad alta precisione di diossina.


Infine “il permanere di una situazione di abnorme vuoto normativo relativamente a certi inquinanti e soprattutto al Piano di Tutela della Qualità dell’aria per le zone perindustriali
come il nostro SIN siracusano, si ci domanda cosa stiano aspettando gli assessori, i deputati e gli amministratori politici tutti ad avviare uno scrupoloso intervento normativo.
La sensazione che ci ha restituito questa seduta di commissione assessoriale è veramente
sconfortante, l’idea che ci siamo fatti, sperando di sbagliarci, è che nessuno si vorrà assumere la responsabilità di quanto sia avvenuto in questi giorni nell’AERCA di Siracusa. Mentre osservavamo le vigorose strette di mano e gli abbracci compiaciuti della classe politica, gli
amministratori e i dirigenti intervenuti, il nostro pensiero andava alla recentissima sentenza N. 20381/2025 che riconosce finalmente la giurisdizione all’autorità giudiziaria italiana in tema di responsabilità per i danni
patrimoniali e non patrimoniali cagionati dal cambiamento climatico e da chi ben potendo adottare iniziative necessarie a garantire il rispetto degli obiettivi climatici e dunque un miglioramento della qualità della vita,
colpevolmente non si stia ancora attivando.
Lo abbiamo detto più volte e lo ribadiamo anche in questa sede, chiunque abbia percepito una
qualche lesione del proprio diritto a vivere in un ambiente salubre provveda a denunciare presso le autorità competenti detta lesione.
L’impegno contro la “campagna di disinformazione di massa” avviato da molti ha bisogno dell’impegno di ciascuno di noi, ormai sono numerose le pronunce unieuropee che conclamano la piena giustiziabilità dei diritti dei singoli e delle associazioni nei confronti di attività economico-imprenditoriale svolte in difformità ai principi della tutela ambientale, l’invito è dunque a non scoraggiarsi e farsi avanti.”

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