Aumenti sui prezzi dei carburanti, anche in provincia di Siracusa, mentre cresce la preoccupazione per possibili ulteriori rialzi dei costi dell’energia che potrebbero pesare su famiglie e imprese: la crisi del Golfo comincia a far toccare con mano i suoi effetti anche ai cittadini un po’ sotto in gli ambiti.
E ad esprimere un allarme è anche il comparto della pesca. Il presidente di Unci AgroAlimentare, Gennaro Scognamiglio, lancia un appello al governo chiedendo interventi urgenti per fronteggiare l’improvviso aumento del prezzo del gasolio, che rischia di mettere in ulteriore difficoltà le marinerie siciliane.
“La categoria ha bisogno di un rapido intervento per gestire gli effetti negativi dell’aumento dei costi del carburante – afferma Scognamiglio – che si abbatte su una situazione già molto delicata. I pescatori devono fare i conti con numerosi problemi, a partire dal lungo fermo delle attività imposto dall’Unione Europea fino alla fine di novembre e dai molti vincoli introdotti negli ultimi anni”.
Il prezzo del gasolio che sale potrebbe infatti condizionare ed accrescere i costi legati all’utilizzo delle imbarcazioni.
Secondo Scognamiglio, inoltre, non si possono escludere dinamiche speculative. “È evidente – prosegue – che c’è chi approfitta degli avvenimenti geopolitici per speculare su lavoratori, cittadini e piccole imprese. La guerra in Medio Oriente avrà certamente ricadute sulle quotazioni del petrolio e dei derivati, ma non è possibile che già dal primo giorno di conflitto si registrino aumenti immediati del gasolio ai distributori. Anche le scorte già presenti sembrano essere state gravate da rincari che in poco tempo stanno crescendo rapidamente”.
L’associazione invita dunque gli operatori del settore a mobilitarsi con iniziative simboliche per sollecitare un intervento del Ministero.











