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18/01/2026
14:41

Intercettata la nave Handala diretta a Gaza: a bordo anche due italiani, arrestati da Israele

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È stata fermata nella notte tra il 26 e il 27 luglio dall’esercito israeliano, mentre navigava in acque internazionali a circa 45 miglia nautiche dalla Striscia di Gaza, la nave Handala, partita due settimane prima dal porto di Siracusa con un carico di aiuti umanitari destinati alla popolazione palestinese.

A bordo, ventuno attivisti di dieci nazionalità diverse, tra cui due italiani: lo skipper pugliese Tony La Piccirella e il giornalista e attivista siciliano Antonio Mazzeo. Entrambi risultano attualmente detenuti in Israele, insieme al resto dell’equipaggio, dopo l’abbordaggio da parte delle forze armate israeliane. Le comunicazioni con l’imbarcazione si sono interrotte pochi minuti dopo l’intervento militare, che ha posto fine anche al live streaming che trasmetteva le fasi finali della missione.

La Handala è una delle navi simbolo della Freedom Flotilla Coalition, un’alleanza internazionale di ONG e attivisti che da anni tenta di rompere pacificamente il blocco navale imposto da Israele a Gaza, trasportando materiali di prima necessità e cercando di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale sulla crisi umanitaria in corso nella Striscia.

Il carico dell’imbarcazione comprendeva alimenti, medicinali, attrezzature per neonati, giochi, pannelli solari e materiale scolastico. Partita da Siracusa il 13 luglio scorso, la nave aveva fatto tappa a Gallipoli per imbarcare altri passeggeri, tra cui due parlamentari francesi del gruppo La France Insoumise.

LE ACCUSE E LE REAZIONI

La Freedom Flotilla Coalition ha denunciato l’accaduto come una violazione del diritto internazionale. “La Handala si trovava in acque internazionali, in missione umanitaria e non rappresentava alcuna minaccia militare”, si legge nel comunicato diffuso dall’organizzazione. Gli attivisti a bordo, consapevoli del rischio, avevano annunciato l’intenzione di avviare uno sciopero della fame in caso di arresto.Il governo italiano ha dichiarato di seguire con attenzione la vicenda e di aver già attivato i canali diplomatici per ottenere informazioni sui connazionali detenuti.

Anche il Comune di Messina, città d’origine di Antonio Mazzeo, ha espresso solidarietà all’attivista, convocando una giunta straordinaria per chiedere l’intervento del Ministero degli Esteri.Secondo fonti israeliane, gli attivisti saranno rimpatriati entro pochi giorni. Tuttavia, in assenza di una decisione volontaria, Tel Aviv ha annunciato l’intenzione di espellerli forzatamente.

LA MISSIONE E IL SUO SIGNIFICATO

Quella della Handala è la 37ª missione della Freedom Flotilla negli ultimi 18 anni. In precedenza, nel giugno 2025, una nave simile – la Madleen – era stata fermata dalle forze israeliane con a bordo l’attivista Greta Thunberg.Secondo l’organizzazione, la situazione nella Striscia di Gaza è ormai drammatica: mancano cibo, acqua, medicine ed energia. Ospedali, scuole e infrastrutture civili sono stati danneggiati o distrutti durante i raid militari, e la popolazione civile – in particolare donne e bambini – è stremata da mesi di assedio e bombardamenti.

UNA VICENDA DAL FORTE VALORE SIMBOLICO

La storia della Handala riaccende i riflettori su un conflitto che continua a mietere vittime silenziose e a dividere l’opinione pubblica internazionale. Siracusa, punto di partenza della missione, si è ritrovata protagonista involontaria di un’azione pacifica, ma carica di tensione diplomatica.Mentre le autorità italiane cercano di ottenere il rilascio dei propri cittadini, la vicenda solleva nuove domande sul rispetto delle leggi internazionali, sul ruolo dell’attivismo civile e sulle responsabilità della comunità internazionale nella gestione della crisi mediorientale.

AGGIORNAMENTO

Al momento, gli attivisti risultano detenuti in una struttura militare nei pressi di Ashdod.

La Freedom Flotilla ha annunciato nuove iniziative nei prossimi mesi, dichiarando che “nessuna intimidazione fermerà la solidarietà con Gaza”.

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