L’impatto con la serie C si sta rilevando più difficoltoso del previsto per la neopromossa squadra di Marco Turati, ancorata al penultimo posto del girone C con zero punti nelle prime tre gare di campionato.
Alle spalle degli azzurri c’è solo il Trapani (-1), ma l’undici granata marcia decisamente bene. Tant’è che ha collezionato due vittorie e un pareggio, annullando così sette degli otto di penalizzazione, messo a segno 8 reti (secondo migliore attacco del girone) e subendone soltanto 1. Dal canto suo, la squadra di Turati vanta 2 reti all’attivo e 6 al passivo. Numeri che purtroppo non rendono giustizia alla squadra di Turati che si è sempre ben espressa nelle tre gare perse a Salerno, in casa con il Monopoli e a Cerignola. Il bel gioco prodotto dagli azzurri purtroppo non ha pagato.
In ognuna di queste gare l’attacco non ha sfruttato al meglio le occasioni da rete create, mentre sono emerse sbavature in fase di copertura non appena la squadra si è ritrovata sbilanciata in avanti. Premesso che l’organico consegnato a Turati è stato completato da poco e il tecnico, rispetto ai suoi colleghi, sta avendo difficoltà nell’assemblare la squadra, è però evidente che qualcosa deve essere riveduta nella zona difensiva dove il Siracusa ha pagato dazio quando ha subito le ripartenze degli avversari. Sta al tecnico trovare le correzioni tattiche giuste per far sì che la sua squadra spezzi questo primo negativo ciclo, così da cominciare la corsa per la permanenza, traguardo stagionale che si è giustamente dato il sodalizio azzurro.
Il presidente Ricci ha intanto rinnovato la fiducia nei confronti del tecnico, rimarcando che la squadra non ha mai sfigurato nonostante sia stata completata in ritardo e che i risultati arriveranno. Il tempo gioca a favore del Siracusa, visto che siamo ancora alla terza di campionato. Peccato però che alla quarta giornata gli azzurri troveranno uno cliente ostico: il Benevento di Gaetano Auteri. Una delle formazioni più accreditate per il salto di categoria che dopo le brillanti vittorie conseguite a Crotone e in casa con la Casertana, domenica scorsa ha incassato la prima sconfitta sul campo del Casarano: decisivo un autogol all’80’.
Abbiamo raccolto le impressioni di Loreno Cassia sino allo scorso anno secondo di Auteri nel Benevento. In passato ha allenato Siracusa, Ragusa e Vittoria. Nelle vesti di calciatore lo ricordiamo in serie B con il Licata di Zeman, ma vanta tante presenze nei campionati di serie C (Trapani, Ravenna, Turris).
“Ci sono molte ottime squadre nel girone C – spiega il tecnico siracusano – ma ritengo che Benevento, Salernitana e Catania siano le più attrezzate, almeno sulla carta, per la promozione in B. Spero di cuore che gli azzurri riescano a mantenere la categoria senza particolari sofferenze. Intanto occorre fare bene contro l’undici campano.
Cassia parla del prossimo avversario degli azzurri. E’’ una compagine molto forte guidata da un tecnico tra i migliori in assoluto. Auteri ha in mano una squadra che attua il 3-4-3 rifatta quasi interamente nonostante lo scorso anno sia riuscita a disputare i play-off. A difesa dei pali c’è un portiere esperto come Vannucchi, una difesa molto solida con Scagnamillo, Saio e Ceresoli (2 anni in B con il Catanzaro), a centrocampo Maita e Prisco centrali, esterni Ricci e Pierozzi, al centro dell’attacco Salvemini (ex Cerignola), Carfora e Lamesta esterni. Di norma è questo l’undici base, ma Auteri ha ottime alternative”
La partita. “Mi aspetto una partita molto combattuta che il Siracusa dovrà cercare di vincere per smuovere la classifica. Mi piace come gioca la squadra di Turati. Non conosco i giocatori, ma ricordo di aver incontrato da avversari Capanni e Guadagni: due ottimi elementi. Ho visto il bel gioco espresso nelle tre sfortunate gare di campionato e la classifica non rende affatto giustizia agli azzurri: hanno purtroppo pagato alcune sbavature difensive. Turati è molto bravo e sono sicuro che saprà trovare le contromisure adatte per fermare il Benevento, soprattutto bloccare le palle lunghe che sono state ben sfruttate dagli avversari”.
Pino Camilli





