Floridia celebra uno dei suoi giovani talenti: Salvo Pappalardo, attore teatrale professionista di 27 anni, originario proprio della cittadina aretusea, che ha ricevuto un riconoscimento speciale da parte dell’associazione culturale Benedetto Croce, di cui è presidente Mariannella Mangiafico Valenti, figura importante agli albori del percorso artistico dell’ attore.
Oggi residente a Roma, ma spesso impegnato nelle realtà di Parma e di Milano, Pappalardo è un volto emergente della scena teatrale italiana, con alle spalle già importanti esperienze con l’Accademia d’Arte Drammatica dell’INDA, la partecipazione a due finali del prestigioso Premio Hystrio alla vocazione, la vincita del “Premio Paolo Giuranna” e del Fantasio Festival, inoltre l’attore è un neo laureato in Arti e Scienze dello Spettacolo.
Proprio Mariannella Mangiafico Valenti, che lo aveva coinvolto fin da giovanissimo in spettacoli, reading e iniziative culturali, promossi da associazioni come Fidapa e ANMI, lo ha invitato nella sede del Circolo Culturale Benedetto Croce di Floridia, confermando la sensibilità verso la divulgazione della cultura e dell’ inclusione che contraddistinguono lo storico circolo.
La Presidente dell’associazione Benedetto Croce, ha introdotto la serata ricordando i traguardi raggiunti da Pappalardo: dai primi passi nel teatro fino agli attuali riconoscimenti nel panorama nazionale.
A seguire, l’attore ha ricevuto una targa celebrativa da parte del direttivo dell’associazione, che ha sancito simbolicamente l’abbraccio della sua comunità d’origine, anni dopo le prime esperienze condivise. Ma non si è trattato solo di una cerimonia. Pappalardo ha regalato ai presenti anche un assaggio del suo lavoro: ha infatti proposto il monologo con cui ha raggiunto la finale dell’ultima edizione del Premio Hystrio alla vocazione presso il teatro Elfo Puccini di Milano.
Un testo intenso, che affronta con sensibilità e profondità temi di grande attualità: la storia di due giovani innamorati, lui ebreo, lei araba, e della dura opposizione del padre di Eitan, che non accetta la relazione del figlio.
Nel monologo, Eitan, un giovane ricercatore cerca di spiegare che l’odio verso l’altro, verso il diverso, non è scritto nel nostro DNA, ma è un’eredità culturale, trasmessa con le parole, con l’educazione, con la paura. Un conflitto che diventa simbolo di tanti muri invisibili che ancora oggi dividono, ma che possono essere abbattuti con il coraggio dell’amore e della comprensione.
Il pubblico ha accolto l’intervento con grande calore e partecipazione, testimoniando quanto sia forte il legame tra Salvo Pappalardo e la sua terra d’origine. Il riconoscimento conferito non è solo un premio al passato, ma soprattutto un augurio per un futuro ricco di successi nel mondo del teatro e dell’arte, che questo giovane attore percorre con passione, intelligenza e impegno.








