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13/05/2026
15:15
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Il castello di Salemi, gemma normanna di Sicilia

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Gemma nascosta in provincia di Trapani, il castello di Salemi nasce per volere dei Normanni che si avvalsero della manovalanza araba per costruirlo.

Siamo sul finire dell’anno Mille, e una particolare iscrizione posta sull’architrave di una delle finestre del mastio testimonia la scelta della fede cristiana e dunque la conseguente sottomissione araba. Si tratta dell’acronimo I.C.N.C.R.I., che andrebbe letto come Iesus Christus NazarenusCrucifixus Rex Iudeorum oppure nella formula In Christi Nomine Comes Rogerius Instruxit.

La seconda sembrerebbe la più calzante, anche perché presenta la volontà di edificazione da parte di Ruggero il Normanno, e dunque sposterebbe la datazione a prima del 1130, anno in cui il Gran Conte venne incoronato Rex Siciliae.

In realtà la più antica attestazione è di Diodoro Siculo,che nella sua Biblioteca Historica aveva indicato la presenza di un luogo fortificato che richiamerebbe il nucleo iniziale della nostra fortezza. Piuttosto, la prima sicura testimonianza risale al geografo arabo al-Idrisi, che nel Libro di Ruggero scrisse: “Salemi è un casale molto vasto e popolato cui sovrasta un fortilizio sistemato in eccelsa posizione”.

L’architettura gotica di età federiciana – perché fu Federico II di Svevia nel XIII secolo a riedificarlapermeò nella struttura posta sulla sommità di una montagnola. Immaginate la grande porta sormontata da due archi a sesto acuto che, in caso di pericolo, poteva essere chiusa da un’enorme saracinesca azionata da un sistema di carrucole. Era un castello meraviglioso, a pianta trapezoidale, circondato da una doppia cinta muraria, di cui purtroppo non rimane più nulla, eppure si conosce l’esistenza di cinque porte che consentivano l’accesso alla città e si chiamavano Porta Gibli, Porta Santa Maria, Porta Aquila, Porta Quercia, Porta Corleone.

Ad oggi il bastione presenta una corte centrale, tre torri angolari, di cui una tonda e due quadre. Dal terrazzo merlato è possibile ammirare un incantevole panorama che abbraccia la Sicilia occidentale fino al mare. È qui che ci viene in mente una leggenda locale Quella dei due fratelli e di una sorella chiamata Halyciae, come l’antica cittadella elima. I treavrebbero stabilito di costruire, ognuno per conto proprio, un castello su siti differenti per decidere chi avrebbe avuto il predominio sul territorio. Colui o colei che avrebbe terminato per primo la costruzione, avrebbe avvisato con un falò e gli altri ne avrebbero riconosciuto la vittoria.

Uno dei fratelli scelse la collina di Mokarta, l’altro quella di Settesoldi e la sorella decise per Salemi. La leggenda vuole che la donna, avendo acceso il fuoco molto prima che l’edificio fosse completato, inducesse gli altri acredere di averli superati, spingendoli a lasciare incompiuti i lorocastelli.

Daniela Frisone  

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