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19/04/2026
13:21

Il castello di Mussomeli, la fortezza manfredonica che custodisce storie e leggende

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Un francobollo da 350 lire della Serie castelli del 1980 ritraeva la fortezza di Mussomeli. Conosciuto come castello manfredonico, si erge su una rupe tra le terre del Vallone, a due chilometri dal paese in provincia di Caltanissetta. รˆ suggestivo il suo aspetto, riporta tracce architettoniche della dinastia sveva, come la cappella nel recinto interno: su di esse si narra che lโ€™edificio venisse realizzato in soli tre anni, tra il 1364 e il 1367, per volontร  di Manfredi III di Chiaramonte, duca di Modica.

รˆ uno dei castelli piรน rinomati di Sicilia, oltre che per la posizione mimetizzata nella roccia a nido dโ€™aquila, per i fatti e le leggende che nei secoli giunsero ad ottenere fama europea. Lโ€™evento che caratterizza la storia del maniero riguarda la cosiddetta โ€œsala dei Baroniโ€, anchโ€™essa posta nel recinto interno. Federico III dโ€™Aragona, re di Sicilia nel XIV secolo, fu ospite del Chiaramonte insieme alla figlia minorenne Maria, che ereditรฒ la corona del padre nel 1377. Tra i quattro vicari che la affiancavano, Artale Alagona spingeva affinchรฉ la ragazza diventasse sposa di Gian Galeazzo Visconti duca di Milano, mentre Francesco Ventimiglia parteggiava per il principe Martino, futuro re dโ€™Aragona e di Sicilia.

Questโ€™ultimo riuscรฌ a rapire Maria e a renderla sua moglie. Unโ€™unione che non poteva essere approvata da papa Bonifacio IX, dallโ€™Alagona e anche da Manfredi Chiaramonte. Questโ€™ultimo riunรฌ in una sala del suo castello, chiamata per lโ€™appunto โ€œsala dei Baroniโ€, i notabili dellโ€™Isola per dissentire sulla legittimitร  di tale matrimonio. Pensate che quando Martino dโ€™Aragona, sbarcato nel 1392 in Sicilia, fu incoronato re a Palermo, solo Artale Alagona e Manfredi Chiaramonte gli andarono contro e per questo vennero condannati alla totale confisca dei beni.

La storia del castello si intreccia anche a una delle leggende piรน affascinanti del territorio siciliano. Di fatto il nostro maniero nel 1549 divenne proprietร  di Don Cesare Lanza, barone di Trabia e poi conte di Mussomeli, nonchรฉ padre di Laura, la nota baronessa di Carini, la cui uccisione รจ tuttโ€™oggi avvolta nel mistero. Se fu il padre o il marito, Don Vincenzo La Grua, a giustiziare la donna colta in flagranza di tradimento con Ludovico Vernagallo, non รจ del tutto chiaro. Si sa perรฒ che la baronessa visse nella dimora di Mussomeli per lunghi periodi; da qui la diceria sullโ€™avvistamento del fantasma di Laura che vagherebbe tra le stanze del castello in cerca di vendetta.

Gli ambienti della rocca manfredonica si prestano a diverse fantasticherie, pensiamo alla โ€œcamera della morteโ€ con botole insidiose o alla โ€œstanza delle tre donneโ€. Questโ€™ultima si rifarebbe alla leggenda delle tre sorelle del principe Federico Chiaramonte, il quale costretto ad andare in guerra, in atto di proteggerle, le fece rinchiudere in una stanza con la porta murata, lasciando loro solo i beni necessari alla sopravvivenza. Al suo ritorno il principe le trovรฒ senza vita e con le scarpe tra i denti nel disperato tentativo di resistere. Pare che ad oggi quella stanza riecheggi ancora di antichi lamenti e straziante dolore.

Daniela Frisone

Tam Tam TV

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