Un francobollo da 350 lire della Serie castelli del 1980 ritraeva la fortezza di Mussomeli. Conosciuto come castello manfredonico, si erge su una rupe tra le terre del Vallone, a due chilometri dal paese in provincia di Caltanissetta. ร suggestivo il suo aspetto, riporta tracce architettoniche della dinastia sveva, come la cappella nel recinto interno: su di esse si narra che lโedificio venisse realizzato in soli tre anni, tra il 1364 e il 1367, per volontร di Manfredi III di Chiaramonte, duca di Modica.

ร uno dei castelli piรน rinomati di Sicilia, oltre che per la posizione mimetizzata nella roccia a nido dโaquila, per i fatti e le leggende che nei secoli giunsero ad ottenere fama europea. Lโevento che caratterizza la storia del maniero riguarda la cosiddetta โsala dei Baroniโ, anchโessa posta nel recinto interno. Federico III dโAragona, re di Sicilia nel XIV secolo, fu ospite del Chiaramonte insieme alla figlia minorenne Maria, che ereditรฒ la corona del padre nel 1377. Tra i quattro vicari che la affiancavano, Artale Alagona spingeva affinchรฉ la ragazza diventasse sposa di Gian Galeazzo Visconti duca di Milano, mentre Francesco Ventimiglia parteggiava per il principe Martino, futuro re dโAragona e di Sicilia.
Questโultimo riuscรฌ a rapire Maria e a renderla sua moglie. Unโunione che non poteva essere approvata da papa Bonifacio IX, dallโAlagona e anche da Manfredi Chiaramonte. Questโultimo riunรฌ in una sala del suo castello, chiamata per lโappunto โsala dei Baroniโ, i notabili dellโIsola per dissentire sulla legittimitร di tale matrimonio. Pensate che quando Martino dโAragona, sbarcato nel 1392 in Sicilia, fu incoronato re a Palermo, solo Artale Alagona e Manfredi Chiaramonte gli andarono contro e per questo vennero condannati alla totale confisca dei beni.

La storia del castello si intreccia anche a una delle leggende piรน affascinanti del territorio siciliano. Di fatto il nostro maniero nel 1549 divenne proprietร di Don Cesare Lanza, barone di Trabia e poi conte di Mussomeli, nonchรฉ padre di Laura, la nota baronessa di Carini, la cui uccisione รจ tuttโoggi avvolta nel mistero. Se fu il padre o il marito, Don Vincenzo La Grua, a giustiziare la donna colta in flagranza di tradimento con Ludovico Vernagallo, non รจ del tutto chiaro. Si sa perรฒ che la baronessa visse nella dimora di Mussomeli per lunghi periodi; da qui la diceria sullโavvistamento del fantasma di Laura che vagherebbe tra le stanze del castello in cerca di vendetta.
Gli ambienti della rocca manfredonica si prestano a diverse fantasticherie, pensiamo alla โcamera della morteโ con botole insidiose o alla โstanza delle tre donneโ. Questโultima si rifarebbe alla leggenda delle tre sorelle del principe Federico Chiaramonte, il quale costretto ad andare in guerra, in atto di proteggerle, le fece rinchiudere in una stanza con la porta murata, lasciando loro solo i beni necessari alla sopravvivenza. Al suo ritorno il principe le trovรฒ senza vita e con le scarpe tra i denti nel disperato tentativo di resistere. Pare che ad oggi quella stanza riecheggi ancora di antichi lamenti e straziante dolore.
Daniela Frisone











