Potrebbe averne duemila e duecento, ma qualche botanico è riuscito ad affibbiargliene quattromila di anni. Siamo in provincia di Catania, nel comune di Sant’Alfio, esattamente nel bosco di Carpineto, in seno al territorio dell’ex contea di Mascali.

Lui è il Castagno dei Cento Cavalli, un monumento vivente che si impone meravigliosamente con i suoi tre fusti alle pendici orientalidell’Etna. Il nome certamente è attrattivo perché nasconde una leggenda e vederlo di presenza genera una sensazione di grandiosità e benessere. Si tratta di un vero simbolo, quasi un mito della nostra isola; e ancora di più, considerato che pare sia il castagno più antico conosciuto dall’umanità.
Tra le sue caratteristiche, oltre alla bellezza e la maestosità, c’è per l’appunto la longevità. Il nostro castagno, con una circonferenza di oltre venti e un’altezza circa di ventidue metri, è considerato il più antico d’Europa, mentre altre fonti lo riportano nei Guinness dei Primati come “l’albero più grande del mondo”.

Pensate che a proposito di storia, gli studiosi sono concordi nel ritenere che fosse un albero maturo già durante l’Impero Romano e molto probabilmente sarebbe già stato presente durante l’ascesa della civiltà greca in Sicilia.
Le prime attestazioni storiche scritte risalgono al XVI secolo che lo indicano come Castagno di Mongibello. Mentre nel 1636 lo scrittore e sacerdote Pietro Carrera descrisse la maestosità del nostro albero, nel 1745 venne emanato il primo atto dal Tribunale dell’Ordine del Real Patrimonio di Sicilia, con cui si tutelava il Castagno dei Cento Cavalli.
Tale documento, tra l’altro, figura come uno dei primi atti, ma forse anche il primo in assoluto, che sottolineava l’importanza della tutela ambientale in Italia. Molti viaggiatori del Grand Tour lo ritrassero. In particolare il pittore e incisore Jean Houel lo riprodusse e di lui ci ha lasciato qualche memoria: “La sua mole è tanto superiore a quella degli altri alberi, che mai si può esprimere la sensazione provata nel descriverlo. Mi feci inoltre, dai dotti del villaggio raccontare la storia di questo albero (che) si chiama dei cento cavalli in causa della vasta estensione della sua ombra. Mi dissero come la regina Giovanna recandosi dalla Spagna a Napoli, si fermasse in Sicilia e andasse a visitare l’Etna, accompagnata da tutta la nobiltà di Catania stando a cavallo con essa, come tutto il suo seguito.
Essendo sopravvenuto un temporale, essa si rifugiò sotto quest’albero, il cui vasto fogliame bastò per riparare dalla pioggia questa regina e tutti i suoi cavalieri”. La leggenda dura ancora e nei secoli molte altre notizie vennero riportate sul Castagno dei Cento Cavalli.
Però ciò che ci preme infine sottolineare è il riconoscimento che l’albero è riuscito ad ottenere nel 2008 da parte dell’Unesco come Monumento Messaggero di pace, poiché “rinomato universalmente per essere simbolo della forza della vita che nasce e sempre si rigenera”.
Daniela Frisone




