La Sicilia più profonda e autentica a attraverso il turismo dei borghi, per un settore sempre più orientato verso la cultura ed i paesaggi lontani dalle mete sovraffollate. A confermare tutto questo è l’analisi dell’Osservatorio Telepass sulle ricerche online dedicate ai borghi aderenti all’associazione I Borghi più belli d’Italia, condotta su dati Google dal 2021 al 2024. Tra i 25 borghi siciliani più ricercati, infatti, ben tre centri della provincia di Siracusa si distinguono: si tratta di Palazzolo Acreide, Buccheri e Ferla.
Con oltre 350 mila ricerche nel periodo analizzato, Palazzolo Acreide si colloca al terzo posto assoluto a livello regionale, risultando il borgo più cercato dell’intera provincia. Un primato che riflette la straordinaria ricchezza culturale del centro ibleo: dalle chiese barocche patrimonio Unesco al teatro greco, passando per antiche tradizioni popolari e una proposta gastronomica che continua a crescere.
L’interesse si concentra soprattutto nella stagione primaverile ed estiva, quando il flusso di utenti alla ricerca di informazioni raddoppia rispetto ai mesi invernali.
All’ottavo posto regionale, Buccheri si conferma come una delle sorprese della classifica. Situato a oltre 800 metri d’altitudine, è tra i borghi più alti della Sicilia e sta vivendo un piccolo rinascimento grazie all’escursionismo, alle tradizioni culinarie e alla riscoperta dei boschi dei Monti Iblei. Le ricerche online mostrano una crescita costante negli ultimi due anni, segno di un interesse turistico più consapevole e orientato verso il turismo lento e sostenibile.
Chiude il gruppo siracusano Ferla, inserita comunque nella top 25 siciliana per volume di ricerche. Il borgo, noto per la sua eleganza barocca e per la forte attenzione ai temi della sostenibilità ambientale, è punto di accesso privilegiato alla Valle dell’Anapo e alla necropoli di Pantalica, uno dei siti archeologici più significativi dell’isola. Negli ultimi anni Ferla si è imposta come modello di comunità virtuosa e innovativa, attirando un pubblico giovane e sensibile alla qualità della vita e alle esperienze immersive.
La presenza di tre borghi siracusani nella classifica regionale conferma il crescente appeal del territorio ibleo, sempre più ricercato per identità locali, patrimonio storico, archeologico, natura incontaminata e aree protette ma anche enogastronomia grazie a produzioni di qualità accessibilità a itinerari “slow” comparabili alle migliori destinazioni europee.
Se, dunque, le località costiere della provincia restano tra le più visitate dell’isola, questo nuovo interesse verso l’entroterra rappresenta una grande opportunità per rafforzare la rete culturale, turistica ed economica degli Iblei.









