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13/05/2026
15:27
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Gesto sessista in Consiglio comunale, la denuncia delle minoranze

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Un gesto sessista colto dalle telecamere di servizio e denunciato dalle opposizioni. È avvenuto durante i lavori del Consiglio comunale di Siracusa, protagonista Franco Zappalà.

Dura la nota diffusa da Damiano De Simone, Cosimo Burti, Luigi Gennuso, Alessandra Barbone, Leandro Marino, Toti La Runa (FI), Sara Zappulla, Angelo Greco, Massimo Milazzo (PD), Paolo Cavallaro, Paolo Romano (FdI), Ivan Scimonelli, Francesco Vaccaro, Daniela Rabbito (Lista Insieme).

Ennesimo episodio vergognoso oggi in Consiglio comunale. Nel corso della seduta, un consigliere si è lasciato andare a un gesto sessista e offensivo, incompatibile con il ruolo istituzionale che ciascun eletto è chiamato a ricoprire e con il rispetto dovuto all’aula consiliare.

Ci siamo accorti  dell’accaduto solo successivamente, visionando la registrazione video della seduta, poiché il gesto è stato compiuto alle  spalle di molti e non era stato percepito nell’immediatezza. Proprio per questo non è stato possibile intervenire direttamente in aula nel momento in cui l’episodio si è verificato.

Resta, però, la gravità del fatto.

Quel gesto non è una semplice mancanza di educazione. È un gesto sessista perché porta dentro un’istituzione un linguaggio del corpo volgare, allusivo e degradante, che nulla ha a che vedere con il confronto politico e con il mandato di rappresentanza conferito dai cittadini. In aula non si rappresenta se stessi, né si può pensare di agire come se si fosse fuori da ogni contesto pubblico: si rappresentano una comunità e un’istituzione.

Non è la prima volta che dentro il Consiglio comunale si registrano atteggiamenti irrispettosi, volgari o sessisti, spesso lasciati scivolare nel silenzio o derubricati a semplici momenti di tensione. È un lassismo che non può più essere tollerato.

Il Consiglio comunale dovrebbe essere il luogo più alto del confronto democratico cittadino, non uno spazio in cui comportamenti offensivi e lesivi del decoro istituzionale possano passare come se nulla fosse.

Per questa ragione chiediamo al Presidente del Consiglio comunale di procedere con una censura chiara dell’episodio e un richiamo fermo al rispetto del ruolo, dell’aula, della dignità personale e delle regole minime del confronto democratico.

Il sessismo è una forma di violenza simbolica e politica. È importante che quando entra nelle istituzioni sia riconosciuto, condannato e fermato senza ambiguità.

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