La cornucopia siciliana trabocca di frutti in ogni stagione. Parliamo di prodotti di grandissima qualità contraddistinti da marchi e sigle d’eccezione. Iniziamo dall’albicocca di Scillato, luogo privilegiato, di fatto chiamato “villa giardino” e “porta del Parco delle Madonie”.

Siamo nel palermitano, ma le origini di questa pianta si perdono a Oriente, in particolare in Cina. Non solo, gli antichi romani giunsero alla scoperta dell’albicocco nella remota Armenia per poi introdurlo in Europa. La Sicilia ha da sempre ospitato questa pianta grazie al clima favorevole, dunque mite e soprattutto, come nel caso di Scillato, caratterizzato dalla presenza di sorgenti d’acqua. L’albicocco di Scillato è particolarmente dolce, dal colore giallo-arancia e per la sua storica bontà è stato riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale e presidio slow food.
Passiamo alle arance rosse provenienti dalla zona orientale dell’Isola, quindi Catania, Ragusa, Siracusa. Sono frutti che vantano il marchio IGP e sono caratterizzati da buccia e polpa di color arancio con sfumature rosse. Stupende le varietà: il tarocco, il moro, il sanguinello. Sappiate che la prima varietà fu scoperta all’alba del Novecento a Francofonte, una zona di grandissima produzione di arance dal caratteristico colore rosso dovuto all’alto contenuto di antocianine, che sprigionano proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Le arance rosse sono ottime per spremute, granite, sorbetti, marmellate, ma anche da condire a mo’ di insalata, e come canditi impiegate nelle specialità dolciarie siciliane.

Tra i frutti più caratteristici della nostra terra spicca il ficodindia dell’Etna. La pianta è esistente in tutta l’Isola ma quella che cresce in provincia di Catania a un’altitudine tra i 150 e i 750 metri sul livello del mare è particolarmente antica e vanta il marchio DOP. Ce ne sono diverse varietà, la sanguigna, la sulfarina, la muscaredda. Inoltre i frutti vanno distinti in base al periodo di maturazione, tra quelli di primo fiore detti “agostani” e quelli di seconda fioritura, i cosiddetti “scozzolati”. Il ficodindia ha un sapore unico, intenso, spesso è utilizzato nella preparazione di cremolate, gelati, marmellate, liquori e mostarde.

Ci sarebbero ancora diversi primati da considerare nella nostra magnifica cornucopia. Per ragioni di spazio dobbiamo accontentarci di citare un ultimo gioiello naturale, la mandorla di Avola, le cui origini sono remote. Di fatto in Sicilia furono i fenici a trasportarla dalla Grecia. Oggi, in particolare “la pizzuta”, prodotta ad Avola, nel siracusano, è nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani e vanta caratteristiche organolettiche speciali che la rendono ricercata in tutto il mondo. Non fu un caso che Leonardo Sciascia pensò a lei definendola “un ovale perfetto da far pensare ai volti dipinti da Antonello da Messina”.
Daniela Frisone




