I Comuni siciliani lanciano l’allarme per il drastico taglio dei fondi statali destinati all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (MSNA). Il presidente di ANCI Sicilia, Paolo Amenta, ha inviato una lettera ai ministri dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dell’Interno Matteo Piantedosi per denunciare una situazione che rischia di mandare in tilt i bilanci degli enti locali dell’isola.
Il 35% di copertura non basta
La nuova copertura finanziaria prevista dal governo copre appena il 35% dei costi reali, obbligando i Comuni a farsi carico del restante 65% con risorse proprie. Una proporzione insostenibile per amministrazioni già alle prese con difficoltà finanziarie strutturali.
I numeri parlano chiaro: la Sicilia accoglie circa un terzo dei minori stranieri non accompagnati presenti in Italia, un dato che “conferma l’assoluta insostenibilità di un trasferimento di responsabilità finanziarie dallo Stato agli enti locali”, scrive Amenta nella missiva indirizzata anche a sottosegretari, prefetti e alla deputazione nazionale eletta nell’isola.
Crediti per 60 milioni non pagati
A complicare ulteriormente il quadro c’è il mancato rimborso di oltre 190 milioni di euro su base nazionale per il biennio 2023-2024, di cui 60 milioni spettanti proprio ai Comuni siciliani. Gli enti locali hanno continuato a garantire l’accoglienza anticipando risorse proprie, ma ora i bilanci sono sotto pressione.
“Si tratta di una scelta che ci fa arretrare sul piano umanitario e scarica sui Comuni una responsabilità nazionale, senza alcun confronto preventivo con i territori e senza una regia unitaria tra sistema di prima accoglienza e SAI”, denuncia il presidente di ANCI Sicilia.
Cooperative sociali in difficoltà
Il taglio dei fondi mette a rischio anche l’intero comparto delle cooperative sociali siciliane, che segnalano “gravi difficoltà nel sostenere i costi del personale e dei servizi, compromettendo la continuità delle attività di accoglienza”.
Le richieste urgenti
Di fronte a questa emergenza, ANCI Sicilia avanza tre richieste specifiche al governo:
- Il ripristino della copertura integrale dei costi sostenuti dai Comuni
- L’immediata liquidazione delle somme arretrate
- L’apertura di un tavolo tecnico nazionale con il coinvolgimento di ANCI Sicilia, Regione, Prefetture e terzo settore
“In assenza di risposte concrete”, conclude Amenta con toni ultimativi, “i Comuni siciliani si riservano di adottare tutte le iniziative necessarie a tutela degli enti rappresentati e della tenuta finanziaria locale”.
Una minaccia che lascia presagire possibili azioni legali o altre forme di protesta istituzionale se il governo non dovesse intervenire rapidamente per sanare una situazione che rischia di compromettere sia i servizi ai minori che la stabilità finanziaria degli enti locali siciliani.








