La città di Floridia è stata oggi palcoscenico di un appuntamento istituzionale e civile di rilievo contro racket e usura, con l’assemblea regionale della Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italiane (FAI) che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine, imprenditori e associazioni da tutta la Sicilia.
L’incontro, che si è svolto nella sede dell’aula consiliare del Comune di Floridia, è stato promosso per rafforzare la risposta collettiva alle pressioni estorsive e agli atti intimidatori che in queste settimane hanno colpito attività economiche nella provincia di Siracusa.
Presenti, oltre al sindaco di Floridia Marco Carianni, anche numerosi altri primi cittadini dei comuni della provincia, il prefetto di Siracusa Chiara Armenia e il commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Maria Grazia Nicolò, ed il presidente di Anci Sicilia Paolo Amenta.
L’incontro è stato pensato come momento di analisi, confronto e mobilitazione per promuovere la cultura della denuncia tra commercianti e imprenditori e per ribadire che “denunciare fa la differenza” nella lotta alle organizzazioni criminali.
Tra gli interventi più toccanti, quello della famiglia Borderi, che ha posto l’accento sul coraggio di chi sceglie di non piegarsi al pizzo e di cercare giustizia.
Nel suo discorso, il prefetto Armenia ha richiamato l’importanza di un’azione integrata tra società civile e istituzioni, evidenziando che i gruppi che gestiscono usura e racket “hanno paura di una società civile forte” e che la lotta non può limitarsi ai controlli delle forze dell’ordine ma deve includere percorsi di educazione alla legalità, anche nelle scuole.
L’assemblea segue anche una serie di iniziative regionali volte a contrastare il fenomeno del racket e a sensibilizzare i cittadini sulla necessità di denunciare le violenze criminali. Negli ultimi giorni si sono anche registrati segnali di preoccupazione per la partecipazione di commercianti alle iniziative civiche, ma l’appello degli organizzatori resta chiaro: la resilienza e la denuncia sono essenziali per rompere il muro di omertà.
L’evento di Floridia non è stato solo un momento istituzionale, ma un vero e proprio appello alla comunità: sostenere chi denuncia, fare rete tra cittadini, imprese e istituzioni, e mantenere alta la pressione culturale e sociale contro ogni forma di intimidazione mafiosa.





