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18/02/2026
01:02

Ex idroscalo, Siracusa si mobilita: sì a ricorso su richiesta di smilitarizzazione

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Confronto acceso, ieri sera in via Arsenale, in occasione dell’incontro promosso dal Comitato Riqualificazione, dall’Associazione Maria Leipik e da Legambiente Siracusa sul futuro dell’area dell’ex Idroscalo “De Filippis” di Siracusa. Al centro del dibattito la richiesta di una parziale smilitarizzazione dell’area di via Elorina, da oltre un secolo sede dell’Aeronautica militare, e la contrarietà al bando di Difesa Servizi che apre all’utilizzo privato dell’area, riaccendendo il confronto tra interesse pubblico, sviluppo e accesso al mare.

L’istanza punta a ricucire il rapporto tra la città e il mare per aprire una nuova prospettiva di sviluppo per la zona sud di Siracusa. Una visione che, negli anni scorsi, sembrava aver trovato un primo riscontro anche a livello istituzionale anche se poi la pubblicazione del bando di Difesa Servizi ha rappresentato una brusca inversione di rotta. L’ipotesi di una concessione a privati ha suscitato forte preoccupazione tra associazioni e cittadini, che temono l’esclusione dell’interesse pubblico e l’abbandono dell’idea di un nuovo waterfront urbano.

Da qui la decisione di ricorrere al Tar. Due i procedimenti avviati. Il primo, che mira all’annullamento del bando, è stato rinviato al prossimo maggio. Il secondo, relativo alla richiesta di accesso agli atti e a documenti finora non disponibili, è stato invece accolto.

Un risultato che i promotori dell’iniziativa vedono come un primo obiettivo riconoscimento. «Siamo stati ritenuti soggetti credibili e portatori di un interesse concreto», ha commentato l’avvocato Giovanni Randazzo, presidente dell’Associazione Maria Leipik.

Sulla stessa linea Pucci La Torre, del Comitato Riqualificazione, il quale ha ribadito come la richiesta di smilitarizzazione parziale non rappresenti un atto di contrapposizione alle istituzioni. «Non siamo contro la Difesa lo sviluppo economico – ha detto – chiediamo che venga tutelato l’interesse pubblico e recuperare almeno una parte di mare oggi interdetta, in particolare lo specchio acqueo interno al Porto Grande. Le esigenze militari sono diminuite e oggi ci troviamo in un’area completamente urbanizzata a ridosso del centro storico. Serve un equilibrio tra sicurezza, lavoro e fruizione».

Proprio sul ruolo delle istituzioni, Randazzo e La Torre hanno espresso rammarico per la mancata adesione del Comune di Siracusa ai ricorsi presentati. «Avremmo auspicato un sostegno dell’amministrazione a una richiesta che nasce dalla città» hanno sottolineato.

Intanto, nei prossimi giorni è attesa a Siracusa la visita del capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica per un sopralluogo nell’area. «Confidiamo di poter partecipare al sopralluogo e di avviare finalmente un confronto diretto», ha aggiunto Randazzo.

In una vicenda segnata da continui cambi di scenario, resta aperta la possibilità di individuare una soluzione che possa conciliare le esigenze militari con il diritto della città di riappropriarsi di una parte strategica del suo mare.

Tam Tam TV

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