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14/01/2026
05:32

Etna, nuova colata lavica nella Valle del Bove: appare sempre più a ridosso dei centri abitati

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L’Etna saluta il 2026 con uno spettacolo imponente, ma, al momento, senza criticità. Anche se, almeno visivamente, la situazione desta qualche piccolissima preoccupazione.

Dal pomeriggio di ieri, come segnalato dall’Ingv di Catania, è in corso un’attività effusiva con l’emissione di una colata lavica all’interno della Valle del Bove, lungo la parete nord-occidentale.

La bocca effusiva attiva si è aperta in prossimità di Monte Simone, a una quota di circa 2100 metri sul livello del mare. Il fronte lavico più avanzato ha già raggiunto l’area a sud di Rocca Musarra, attestandosi a quota 1580.

A spiegare l’evoluzione del fenomeno è il vulcanologo Boris Behncke, che parla di un’eruzione laterale “silenziosa” ma di grande impatto visivo: «Sta alimentando una colata lavica molto spettacolare, che osservata dal versante orientale dell’Etna appare incredibilmente vicina ai centri abitati».

Un’impressione che, al momento, non trova riscontro nei dati: i paesi di Milo e Fornazzo restano infatti a distanza di sicurezza. Dal fronte più avanzato della colata mancano circa 5 chilometri a Fornazzo e 5,5 chilometri a Milo, distanze considerate difficilmente superabili da una colata che ha già percorso un lungo tratto a monte.

La situazione è costantemente monitorata dagli esperti, ma al momento non si registrano rischi per la popolazione. L’Etna continua così a ricordare la sua potenza, offrendo uno scenario suggestivo nel primo giorno del 2026.

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