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06/09/2026
23:24
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Etna: cosa significa “riapertura del settore C1”? Fontanarossa ancora chiuso anche se il vulcano rallenta, INGV: “Può tornare a intensificarsi”

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L’ultimo aggiornamento della SAC segnala un miglioramento, ma non ancora sufficiente a riaprire l’aeroporto di Catania. Intanto i dati dell’INGV mostrano un netto calo del tremore vulcanico, anche se proprio questa mattina si è verificata una nuova breve esplosione al Cratere di Nord-Est. E per i prossimi giorni gli esperti non escludono nuove rapide intensificazioni dell’attività.

La situazione dell’Etna mostra segnali di miglioramento, ma è ancora troppo presto per parlare di un ritorno alla normalità, soprattutto per quanto riguarda l’aeroporto di Catania.

Alle ore 10 di oggi, 15 agosto, la SAC ha comunicato il passaggio dello stato di allerta per l’aviazione da rosso ad arancione e la conseguente riapertura immediata del settore C1. Restano però due problemi: la presenza di cenere vulcanica nel settore B3 e, soprattutto, la contaminazione da cenere delle infrastrutture aeroportuali. Per questo motivo arrivi e partenze da Fontanarossa rimangono sospesi almeno fino alle 14 di oggi.

I settori indicati con sigle come C1 e B3 non corrispondono a terminal o parti dell’aerostazione: sono porzioni operative dello spazio aereo utilizzate nella gestione del traffico quando le emissioni dell’Etna possono interferire con le rotte degli aeromobili. La riapertura del C1 è quindi certamente un passo avanti, ma da sola non basta a garantire il ritorno dei voli se un altro settore rimane interessato dalla cenere o se pista, raccordi e piazzali devono ancora essere ripuliti.

Le ore 14, dunque, non rappresentano automaticamente l’orario della riapertura: indicano al momento il termine fino al quale è stata disposta la sospensione. Sarà un nuovo aggiornamento della SAC, sulla base delle condizioni del vulcano e dell’aeroporto, a stabilire cosa accadrà successivamente.

Cosa sta facendo realmente l’Etna

Le indicazioni più interessanti arrivano dall’Osservatorio Etneo dell’INGV e, nel complesso, descrivono una situazione oggi meno energetica rispetto alle ore precedenti.

Nel comunicato delle 10:26, l’INGV evidenziava un campo lavico in parziale raffreddamento e soltanto una debole emissione di cenere dalla Voragine, confinata alla zona sommitale. Soprattutto, il tremore vulcanico aveva registrato dalle prime ore del mattino un rapidissimo calo, tornando nell’intervallo dei valori bassi. Anche l’attività infrasonica era quasi completamente cessata, mentre le reti di deformazione mostravano un ritorno verso valori normali e una tendenza alla deflazione dell’edificio vulcanico.

Sono tutti elementi che, nel breve periodo, indicano una diminuzione dell’energia associata all’attività eruttiva.

Ma l’Etna ha fornito proprio questa mattina un esempio di quanto la situazione possa cambiare rapidamente.

Alle 10:40 circa, ora italiana, al Cratere di Nord-Est si è infatti verificata una nuova esplosione di breve durata che ha prodotto una colonna di cenere dispersa verso sud. In concomitanza con l’evento il tremore vulcanico è aumentato rapidamente e sono stati registrati almeno una ventina di eventi infrasonici di elevata ampiezza. Subito dopo, però, i parametri sono nuovamente diminuiti: dalle 11 circa il tremore è tornato su livelli bassi e l’attività infrasonica è risultata assente. Prosegue inoltre l’attività effusiva dalle bocche a quota 2.750 e 1.990 metri, con i fronti lavici più avanzati intorno ai 1.600 metri, nell’area di Rocca Musarra.

È proprio questo rapido episodio a spiegare perché, nonostante il miglioramento generale, sia ancora necessaria prudenza.

Da rosso ad arancione: cosa significa

Alle 11:21 ora italiana l’INGV ha emesso un nuovo VONA, il bollettino destinato all’aviazione, abbassando il codice colore da RED a ORANGE.

Nel documento l’Osservatorio Etneo segnala una diminuzione dell’attività esplosiva, con soltanto una debole emissione di cenere ancora in corso. Al momento dell’emissione non risultava una vera nube di cenere sviluppata in quota e il materiale vulcanico rimaneva confinato prevalentemente nell’area sommitale.

Il passaggio all’arancione è quindi un segnale favorevole, ma non equivale al cessato allarme.

Può riprendere l’attività intensa dei giorni scorsi?

Sì, è possibile. Ma oggi non esistono elementi per dire che accadrà sicuramente.

Ed è una distinzione fondamentale.

Nel bollettino settimanale dell’11 agosto, relativo all’attività osservata tra il 3 e il 9 agosto, l’INGV descriveva un Etna caratterizzato da intensa attività stromboliana alla Voragine, fontane di lava, emissioni di cenere e diverse colate laviche. Il tremore era rimasto elevato dal 6 agosto e l’attività termica rilevata dai satelliti aveva raggiunto livelli alti o molto alti.

Ma è soprattutto nella sezione dedicata agli “scenari attesi” che si trova l’indicazione più importante per comprendere cosa potrebbe succedere nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

L’INGV considera possibile la prosecuzione di attività esplosiva ai crateri sommitali, con formazione di nubi di cenere e attività lavica. E precisa che non è possibile escludere una rapida evoluzione verso fenomeni più energetici, comprese nuove colonne eruttive e consistenti emissioni di cenere. L’Istituto ricorda inoltre che alcune manifestazioni dell’Etna possono verificarsi con poco o nessun preavviso ed evolvere rapidamente.

Questo non significa che l’INGV stia annunciando una nuova eruzione intensa nelle prossime ore. Il bollettino descrive infatti scenari di pericolosità possibili, non una previsione meteorologica del tipo “domani l’Etna erutterà”.

Cosa aspettarsi nelle prossime ore

Lo scenario al momento più favorevole è quello di un tremore che rimanga su valori bassi, con emissioni di cenere limitate alla parte sommitale e progressivo miglioramento delle condizioni dello spazio aereo. Se contemporaneamente sarà completata la pulizia delle infrastrutture di Fontanarossa, potranno crearsi le condizioni per una ripresa delle operazioni aeroportuali.

Anche in caso di riapertura, tuttavia, il ritorno alla normalità potrebbe non essere immediato, considerando i voli sospesi, quelli cancellati e la necessità delle compagnie di riposizionare aeromobili ed equipaggi.

Rimane però possibile anche lo scenario opposto: un nuovo impulso esplosivo, simile a quello avvenuto questa stessa mattina al Cratere di Nord-Est, potrebbe riportare cenere in quota e costringere le autorità aeronautiche a introdurre nuovamente restrizioni. L’episodio di oggi dimostra quanto rapidamente i parametri possano aumentare e successivamente tornare su valori bassi.

Per questo le prossime comunicazioni dell’INGV e soprattutto quelle della SAC saranno decisive.

Il quadro, rispetto alle scorse ore, è indubbiamente migliorato: tremore basso, attività infrasonica attualmente assente, edificio vulcanico in deflazione e codice aeronautico sceso da rosso ad arancione. Ma l’Etna resta in una fase eruttiva attiva e capace di variazioni molto rapide.

Per chi deve volare da o verso Catania, quindi, resta valida l’indicazione più importante: non recarsi in aeroporto senza avere prima verificato direttamente con la propria compagnia aerea lo stato del volo.

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