VICENDA RIZZA-INSOLERA: LA PARTITA NON È CHIUSA. IL GIUDIZIO DI MERITO È ANCORA PENDENTE E LE ECCEZIONI DEL LIBERO CONSORZIO SONO STATE RESPINTE IN QUESTA FASE.
In relazione alle notizie diffuse in queste ore sull’ordinanza del Consiglio di Giustizia Amministrativa depositata il 6 luglio 2026, il Comitato ritiene doveroso precisare alcuni aspetti, per evitare che l’opinione pubblica tragga conclusioni non corrispondenti alla realtà processuale.
È vero che il CGA ha respinto l’istanza di sospensione cautelare. Ma è altrettanto vero, e va detto con chiarezza, che si tratta di una decisione presa in fase cautelare, sulla base di un esame espressamente definito dallo stesso Collegio “sommario” e provvisorio. Il giudizio di merito sull’appello è tuttora pendente e deve ancora essere celebrato e deciso: la vicenda non è affatto conclusa.
Un dato, in particolare, è stato omesso nella ricostruzione diffusa. Il Libero Consorzio aveva chiesto che il ricorso fosse dichiarato inammissibile, contestando la legittimazione stessa dei docenti ad agire. Ebbene, il CGA non ha accolto tale richiesta: ha espressamente riservato quelle eccezioni “alla pertinente sede di merito”. Il tentativo dell’Ente di chiudere anticipatamente la partita non è riuscito, e il diritto dei ricorrenti a far valere le proprie ragioni resta pienamente integro.
Quanto al giudizio secondo cui l’interesse a mantenere la sede sarebbe “recessivo” rispetto alle esigenze di risparmio, si tratta di una valutazione propria della sola fase cautelare, che non pregiudica in alcun modo la decisione finale sul merito dei motivi proposti, tra cui il mancato esame, da parte dell’Ente, delle soluzioni alternative avanzate dalla comunità scolastica.
Il Comitato ribadisce che la questione non è meramente identitaria. Il punto resta di buona amministrazione: un ente in dissesto finanziario è chiamato a dimostrare, con atti e numeri, che la soluzione prescelta — che comporta due trasferimenti anziché uno — sia effettivamente la meno costosa. Su questo il Comitato continuerà a chiedere trasparenza, comparazione dei costi, verifica dell’idoneità e della sicurezza della sede di destinazione di via Modica, e piena partecipazione, nelle sedi istituzionali competenti.
La memoria storica del Rizza e il corretto impiego delle risorse pubbliche non sono in contrapposizione: chiediamo semplicemente che, prima di rendere irreversibile una scelta, sia dimostrato che essa è davvero necessaria, sicura e conveniente.
Il Comitato “Tuteliamo l’Istituto Rizza di Siracusa”




